GERRE DE’ CAPRIOLI (CR) – Al PalaBosco passa anche l’Audace Verona ed ormai la vittoria manca dal lontano 28 ottobre in casa grigiorossa, con il risultato tennistico figlio di una ripresa disastrosa, dopo un discreto primo tempo. Pronti-via e le veronesi alle prime due occasioni vanno a segno, con il diagonale del nuovo acquisto Irene Tombola e il raddoppio di Coppola, servita dalla tecnica Abagnale. In mezzo, un’azione personale di Dedè, che chiama alla deviazione in corner De Berti. Le grigirosse però ci credono e accorciano con Valente la quale con eleganza salta anche De Berti e mette in rete. La seconda parte del primo tempo si gioca con continui capovolgimenti di fronte, qualche parata di Contesini e De Berti e le due squadre che si affrontano a viso aperto, con un sostanziale equilibrio. Tutto fa sperare in una ripresa positiva per le padroni di casa, che chiudono il tempo in avanti, con grinta e determinazione.

Invece, la partita finisce subito, quando la numero 8 ospite trova il jolly al 3’, con un sinistro da metà campo, che sorprende Contesini all’incrocio, alla sua sinistra. La Walcor accusa il colpo e non trova più la forza di preoccupare De Berti. Poco dopo da un’azione insistita di Abagnale, Rasetti da due passi non sbaglia e Verona dilaga, con la stessa Rasetti che trasforma un rigore e poi conclude a rete una bella azione manovrata alla quale partecipano tutte le sue compagne. La partita ormai non ha più storia, Dedè e Carol Savazzi provano a impensierire De Berti che si disimpegna bene e Dal Toè firma il settimo sigillo per Verona. Per Cremona un’altra domenica da dimenticare, anche se nel primo tempo si erano visti buoni segnali di miglioramento rispetto alle partite precedenti, circa la tenuta della squadra che stava fino a quel momento disputando una buona gara. Poi nella ripresa il black-out e il parziale di 5 a 0 che non lascia alibi.

A fine partita la delusione era evidente: “Ci sarà domani una riunione del consiglio direttivo per valutare eventuali decisioni da adottare”, dice il diesse Fabio Donati.

Ufficio Stampa