In un momento come questo le cose che mancano maggiormente sono quelle che fanno la quotidianità di ognuno di noi. Un respiro, un saluto, l’amica che incontri ogni giorno.
E’ così anche nel futsal, è così anche per Chiara Pernazza, orfana come tutti noi di un po’ di sano futsal.
Come state vivendo l’emergenza sanitaria in Sicilia?
“Anche in Sicilia, come in tutto il resto d’Italia, non possiamo fare altro che attenerci alle normative ministeriali, limitando le uscite, mantenendo le distanze di sicurezza, con tutte le dovute precauzioni”
Tu personalmente come la vivi? Cosa ti preoccupa maggiormente?
“Personalmente, mi ritengo anche fortunata, vivendo e giocando nella mia città, rispetto alla maggior parte delle mie colleghe, cui va il mio pensiero, che si ritrovano ad oggi impossibilitate a rimpatriare o, comunque, a raggiungere le proprie famiglie, in un momento così difficile. La paura più grande è l’incertezza di non saper fronteggiare un fenomeno di questa gravità”
Quanto ti manca il campo?
“Mi mancano gli allenamenti, lo spogliatoio, la squadra, le partite, l’adrenalina, la competizione… Mi manca la normalità”
Come immagini che si concluderà la stagione?
“Questa è la domanda che penso si facciano tutti quelli del settore in questo momento. Posso dirti quello che spero, che è il motivo per cui mi continuo ad allenare a casa, riprendere il prima possibile e concludere la stagione posticipando tutto”.