Gina, ma che cos’è il futsal per te?: “Sport, divertimento e un bel dopo lavoro (ride ndr)“. La Virtus Ciampino è Paola Marcone e Gina Capogna. La prima presidente, la seconda prima allenatrice, poi oggi – in poche parole – suo braccio destro in società. Con uno sguardo sempre al campo: “Sono stata anche giocatrice in passato, poi tecnico. Ora non collaboro con Davide Del Papa, ma ci relazioniamo e ci confrontiamo sia con lui che con Alessio Bruschetti e Marco Fenni. C’è un bel feeling”. Per questo le abbiamo chiesto di partire da un giudizio sulla sconfitta contro la BRC (5-4, ndr). Dopo sei vittorie consecutive il primo stop è arrivato contro una squadra che galleggiava nei bassifondi della classifica.

Una sconfitta inaspettata?

“Una sconfitta inaspettata, sì, però questo è un campionato nel quale se molli un po’ la tensione e non dai sempre il massimo poi rischi di pagarla anche contro squadre più deboli. Forse il girone C è bello anche per questo motivo, non c’è nessuna squadra nettamente più forte delle altre. Sulla carta lo era la Coppa D’Oro, visto che ha giocatrici scese dalla Serie A. La cosa positiva è che ti puoi togliere delle soddisfazioni, quella negativa che nessuna squadra dice di voler puntare alla vittoria del campionato”.

E qui inizia una vera e propria chiacchierata di futsal, sul futsal. Senza polemiche e con grande competenza sul tema, Gina Capogna ha fatto un po’ il quadro della situazione del calcio a 5 italiano.

“Tutti dicono di voler provare ad alzare Coppa Italia, lo pensiamo anche noi. Perché è una competizione breve che, in caso di vittoria, non ti procurerebbe alcun “danno”. Adesso come adesso vincere il campionato è anche un pensiero, ad essere sinceri. Il gap con la Serie A è marcato e anche una squadra attrezzata per la promozione dovrebbe cambiare almeno l’80% del parco giocatrici, senza nulla togliere a nessuno ovviamente. Questo un po’ frena le squadre. Perché bisognerebbe rinforzare la rosa e a livello economico è una bella spesa disputare una Serie A. Quindi non c’è la tensione giusta per puntare al primo posto. È una mia impressione, magari mi sbaglio”.

E la Virtus Ciampino?

“Noi cresciamo. L’anno scorso abbiamo riaperto un ciclo e siamo ripartiti molto bene. Davide Del Papa ha avuto tutto il tempo di lavorare. Ogni tanto ci saranno anche degli scivoloni, fa parte del gioco e dell’essere molto giovani. Ci sta, l’importante è non fare drammi. Andare al campo, divertisti e lavorare. È quello lo scopo finale. Ogni tanto rimani deluso quando non prendi punti però va bene così, bisogna anche avere la cultura della sconfitta. Anche se brucia (ride ndr)“.

Avete vinto le prime sei partite. Ti stai forse nascondendo anche tu?

“No, è vero che abbiamo fatto un grande inizio di stagione, non lo nascondo. Ma non siamo attrezzate per vincere un campionato. Poi sei lì e te la giochi, ci mancherebbe. Però serve anche essere realisti. Alla lunga i veri valori delle squadre penso che verranno fuori”.

Allora parlaci della vostra filosofia.

“Seguo Paola da sempre. Cerchiamo di far crescere questa società, semplicemente. Non abbiamo i mezzi economici per andare avanti, è sempre stato così. Per questo facciamo sviluppare le ragazze in casa, piano piano, con le giovani ricostruisci e poi sali con cognizione di causa. È questa la nostra concezione sul come gestire una società. Altrimenti ci sono club che stravincono e l’anno dopo non esistono più”.

Giovani e lavoro. È questo il vostro segreto.

“Abbiamo tante squadre, dalle bimbe alla juniores, puntiamo molto sul vivaio. Per esempio una ragazza come Scarpellini, nata e cresciuta con noi e adesso non solo giocatrice, ma anche allenatrice delle più piccole, è la rappresentazione di quello che vogliamo fare. Ci togliamo questo tipo di soddisfazioni. A volte stiamo sul campo dalle 17.30 alle 23, per questo dico che è impegnativo”. Ma bellissimo. Sport, divertimento, un bel dopo lavoro. Semplicemente futsal.