Esordio in Serie A2 con il brivido – ma positivo – per la Virtus Ciampino che si impone sull’Olympia Zafferana 5-4 dopo una partita rocambolesca. Francesca Lucentini, centrale delle romane, vede un lato positivo che va oltre al risultato.

Da 3-0 a 3-4, poi la vittoria nel finale. Cos’è successo in quei primi 12 minuti del secondo tempo? 

“C’è stato quasi un blackout. Probabilmente ci stiamo un po’ “rilassate” a causa del risultato del primo tempo. Abbiamo abbassato la concentrazione, magari anche per il lungo viaggio. Ma alla fine la nota positiva è che, pur andando in svantaggio, siamo riuscite a recuperare la partita. Questa è una grande differenza rispetto a quello che ci succedeva nella passata stagione. Siamo riuscite a rialzare la testa e rimetterci in gioco”.

Siete più forti caratterialmente quindi.

“Sì, era uno dei crucci che stavamo cercando di migliorare dall’anno scorso, dato che abbiamo perso diversi punti per colpa di partite come questa. È un segnale che il gruppo c’è, ora riusciamo a reagire anche in situazioni come quella di domenica”.

Come ti trovi alla Virtus Ciampino? Questa è la tua seconda stagione qui…

“Ho giocato per tutta la vita al Nazareth e spostandomi al Ciampino pensavo di trovare una realtà completamente diversa. Lì eravamo come una grande famiglia, e qui mi sento quasi allo stesso modo. Alla Virtus non ti senti mai abbandonato a te stesso. Tutta la dirigenza, compresa Paola, è sempre presente qualsiasi cosa accada. E poi a differenza del Nazareth qui c’è una società solida alle spalle”.

Dietro le quinte e oltre al parquet, però, c’è molto che non viene raccontato. La passione e l’amore delle ragazze per questo sport, che vivono da professioniste con l’etichetta di dilettanti. Per quasi tutte non è un lavoro, Lucentini lo sa bene e ci racconta i suoi sacrifici, compiuti sempre con il sorriso.

In che modo il futsal fa parte della tua quotidianità? 

“Io faccio la cameriera. È complicato conciliarlo con il futsal ma, essendo un lavoro part-time, il direttore mi viene molto incontro lasciandomi le sere libere per andare gli allenamenti. Poi con molte pressioni (ride ndr) riesco anche a farmi concedere la domenica per andare alle partite. Per me il futsal significa tantissimo. Nonostante fare la cameriera non sia il lavoro della mia vita, infatti, non riesco a lasciarlo perché mi permette di avere tempo per allenarmi e giocare”.

Hai altri hobby oltre al calcio a 5?

“Mi piaceva andare ai balli latino-americani, ma ho dovuto accantonare questa passione per via delle infiammazioni al ginocchio. Fino a un paio d’anni fa riuscivo a intrecciare anche questo, però rischiavo di avere degli infortuni e ho deciso di metterci momentaneamente una pietra sopra: il futsal è più importante!“.