Alt, riavvolgere il nastro. Vent’anni di Virtus Ciampino, una vita di futsal. Società, staff tecnico, giocatrici. L’inizio della nuova era ha coinvolto tutti, senza stravolgere o cancellare il passato. Anzi. Usando la storia come punto di forza, roccia sulla quale incastonare qualche gemma preziosa e darle una marcia in più. Come il nuovo allenatore, Davide Del Papa, arrivato in corsa la passata stagione. E ora elemento cardine del nuovo progetto:

“Questa veste mi fa estremamente piacere, provo grande soddisfazione nell’essere allenatore della Virtus Ciampino” – ha detto a Lady Futsal – “Io vengo dal maschile, non avevo mai avuto esperienze nel femminile ed ero un po’ scettico. La scorsa stagione è stata transitoria, sia per me che per le ragazze. Quest’anno siamo partiti insieme, ma fin dal principio sono sempre stato me stesso con loro e questo potrebbe essere il nostro punto di forza”.

Quattro partite, quattro vittorie. Qual è stata la più significativa?

“L’ultima, quella con la Woman Napoli. Abbiamo dimostrato un grande carattere nonostante fossimo sotto 3-1. Poi grazie all’inserimento del portiere di movimento siamo riusciti a pareggiare, loro sono tornate in vantaggio e le abbiamo prima riprese nuovamente e poi battute siglando il gol vittoria (del 5-4 ndr) a 30 secondi dalla fine: veramente bello. Quello che voglio sottolineare è la grande voglia delle ragazze che ci hanno creduto fino in fondo”.

E infatti il gruppo ha preso da te.

“La squadra mi somiglia molto a livello caratteriale. Come me, le ragazze non mollano mai di un centimetro e danno sempre il massimo. Ma credo che abbiamo ancora ampi margini di miglioramento. Sia sul piano dell’età, perché siamo un gruppo molto giovane, che sul piano mentale e tattico. Mi ascoltano, si allenano al 100% e sono presenti fisicamente e mentalmente sul lavoro da fare. I risultati ottenuti finora sono figli di sedute intense, dure, svolte con cognizione di causa ma anche con il sorriso, sempre”. E dove può migliorare una squadra a punteggio pieno?: “Nelle prime tre gare ci siamo rilassati troppo tra il primo e secondo tempo, pagando nei primi minuti questo approccio un po’ molle. Adesso stiamo crescendo, nell’ultima partita le ragazze sono state subito attente, aggressive e sul pezzo. Cerchiamo di mantenere ritmo alto e mentalità giusta”.

Parliamo di te. Hai il futsal nel DNA.

“Sono entrato in questo mondo nel 1993 da giocatore, prima facevo nuoto. Sul campo ho sfiorato il nazionale, poi a seguito di un infortunio al tendine d’Achille nel 2006/07 mi è balenata in mente l’idea di allenare i “grandi”, perché già avevo avuto esperienze nei settori giovanili di calcio a 5. Da lì sono arrivato fino alla C1, ma ho dovuto abbandonare per un anno a causa del lavoro”.

Poi l’arrivo della Virtus Ciampino, la prima esperienza nel femminile.

“Tramite Marco Fenni, un mio amico che fa parte dell’entourage della Virtus Ciampino, ho avuto l’occasione di partire in questa nuova esperienza. Le prime sensazioni sono state un po’ strane. Passare da uno spogliatoio maschile a uno femminile dove tutto profuma, ci sono gli specchi ed è tutto in ordine è stata una cosa anomala (ride ndr). Però le ragazze mi hanno accolto benissimo, così come la società che mi ha dato una mano nel capire le differenze di approccio al futsal tra uomini e donne. Grazie all’aiuto di tutti siamo entrati all’inizio di un percorso che potrebbe diventare molto positivo”.

E nel futuro ti vedi nel maschile o sempre nel futsal in rosa?

“Sto bene alla Virtus, qui anche grazie a Paola Marcone (la presidente ndr) sto crescendo tantissimo sotto diversi aspetti. Pensando anche che si tratta della mia prima volta nel nazionale. Poi un domani potremmo anche prendere altre strade, ma intanto voglio percorrere questa nel migliore dei modi. Sia io che il mio staff e le ragazze daremo il massimo per la Virtus, perché questa società se lo merita”.