È un periodo ‘no’ per la Futsal Ussana. Colpita dal grave infortunio del suo bomber, Giuliana Cappai, e da due sconfitte pesanti tra coppa e campionato contro Osilo e Cus Cagliari. Il 12-3 all’Accademia Sanluri ha scacciato momentaneamente i fantasmi, ma le ussanesi dovranno dimostrare di essere uscite dalla crisi cercando di avere la meglio sulla Leonardo. Scontro diretto fondamentale in chiave play-off, del quale abbiamo parlato con il mister William Porcheddu. Spaziando anche tra gli errori di inizio anno e la storia personale dell’allenatore. Ecco le sue parole a Lady Futsal.

Mister, come spieghi il momento negativo della prima parte d’anno nuovo?

“Le vacanze si sono fatte sentire, e in questo inizio di 2020 ci siamo allenati un po’ male. Con l’Osilo in coppa non siamo scesi in campo mentalmente, mentre con il Cus Cagliari ce la siamo giocata fin quando eravamo sotto di 1-2 gol. Poi l’infortunio di Giuliana (Cappai, ndr) non l’abbiamo accusato solo per l’apporto tecnico che ci dà in campo: siamo tutti rimasti abbastanza scossi da quanto è successo. Da quel momento la partita andava solo portata a termine”.

Quando pesa e peserà il suo infortunio da qui al termine della stagione?

“Pesa tanto. Siamo tutti a conoscenza di quanto Giuliana abbia dato alla squadra, devo parlare al passato perché purtroppo è stata confermata la rottura del crociato: per lei la stagione è finita. Stessa sorte capitata anche a Elisabeth Aresu… Diciamo che quest’anno siamo stati parecchio sfortunati da questo punto di vista. Però cercheremo di fare il massimo fino alla fine, rimboccandoci le maniche per mantenere la zona play-off”.

Per questo la prossima partita contro la Leonardo sarà fondamentale.

“Già all’andata meritavamo qualcosa di più ai punti. Invece due errori individuali ci hanno punito (è finita 3-2, ndr). Questa volta dovremo essere più carichi e concentrati. Quando non si scende in campo al massimo della concentrazione, poi si rischia di perdere anche contro l’ultima in classifica. Noi stiamo cercando di fare futsal, nel senso vero del termine, e – nonostante l’ottimo lavoro dei precedenti mister – molte ragazze dovevano ancora capire a pieno cosa chiedessi loro. Ci vuole tempo e tanto allenamento, e non è facile perché agli allenamenti si è sempre contati tra impegni di lavoro e personali”.

Raccontaci la tua storia: com’è iniziato l’amore per il futsal?

“Un dirigente del Cus Cagliari, vedendomi giocare a calcetto, mi disse che dovevo provare a entrare nel mondo del calcio a 5. Io non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo sport (ride, ndr), ma sono andato a fare un provino in una squadra e mi hanno preso. Così hanno avuto inizio i miei quasi 20 anni di calcio a 5. Tra le varie esperienze ho vinto la medaglia d’oro a Torino con la rappresentativa universitaria, poi ho avuto dei problemi alle radici delle unghie dei piedi che mi hanno impedito di continuare la carriera da giocatore. Per questo sono diventato allenatore di squadre maschili, prima di passare alla femminile nell’allora Futsal Cagliari. Ancora non esisteva neanche il campionato nazionale. Ho alternato maschile e femminile per anni”.

Ma cosa ti ha conquistato del femminile?

“La cosa bella è che quando ho preso per la prima volta la femminile, la Futsal Cagliari vinceva sempre il campionato regionale, composto da altre 2-3 squadre. Poi, però, quando andava alle fasi di qualificazioni al nazionale per le Final Eight usciva sempre al primo turno. Io sono andato ad allenarle a dicembre, erano 7 ragazze, e ho incentrato i miei allenamenti sul cercare di farle imparare il vero calcio a 5 con il portiere fuori. Questa cosa ci ha fatto vincere il campionato segnando molti meno gol, ma per la prima volta nella storia della società ci siamo qualificati alle Final Eight nelle quali abbiamo subito incontrato il Real Statte. Siamo usciti, ma la nota positiva è stata aver chiuso il primo tempo sotto solo 2-0 prima del tracollo (ride, ndr). Arrivare ottavi in Italia è stata una bella soddisfazione!”.

Insomma, William Porcheddu ha tutta l’esperienza e la qualità che servono per far uscire la Futsal Ussana da questo periodo buio. Senza bomber non sarà facile, ma quel che è certo è che le ussanesi non partiranno mai battute. La storia del mister insegna.