Il lavoro di un chirurgo non è solo operare, ma prevenire gli infortuni, comprendere quale ne sia la natura implementando specifici programmi di salvaguardia. “Il mio obiettivo è garantire la prevenzione attraverso allenamenti specifici, adeguate protezioni, calzature idonee e soprattutto praticando sport vigilando e garantendo sempre il rispetto delle idonee caratteristiche dei terreni di gioco”, spiega il Dott. Venanzio Iacono, uno dei segreti della splendida cavalcata dell’Audace.

Come procede il suo lavoro nella ricerca di nuove soluzioni nell’ambito degli infortuni sportivi?
La prevenzione degli infortuni nel calcio ha di recente acquisito una notevole importanza per l’elevato numero di praticanti e per i notevoli interessi economici. Gli infortuni hanno un impatto economico rilevante in un club, se consideriamo che in media il 10-15% della squadra, causa infortunio, non è disponibile; ciò incide negativamente, in primis sui risultati della squadra, ma anche sui salari dei calciatori. FIFA e UEFA analizzano e raccolgono dati epidemiologici al fine di comprendere quale sia la reale natura degli infortuni, implementando specifici programmi di prevenzione. Il focus diventa quindi la prevenzione, garantita attraverso allenamenti specifici, adeguate protezioni, calzature idonee e soprattutto praticando sport vigilando e garantendo sempre il rispetto delle idonee caratteristiche dei terreni di gioco. Per esempio, la FIFA ha proposto l’“11+”, un programma di allenamento, mirato alla prevenzione delle rotture del legamento crociato anteriore (LCA) della durata di circa 20 minuti e da effettuare 3 volte a settimana. Con tale programma è stata dimostrata una riduzione del 40% del rischio di traumi distorsivi al ginocchio.

Come ha trovato la condizione fisica delle ragazze in questa stagione? Quale è stato lo scatto in più che ha permesso di ottenere questi risultati?
Io sono arrivato in corsa, in una fase molto delicata della stagione, le ragazze sono delle vere atlete fisicamente e mentalmente, e i risultati non sono mancati. L’elemento fondamentale che caratterizza la squadra è dato dalla organizzazione della società e dalla professionalità dell’intero staff.

Da quanto collabora con l’Audace e come si è evoluto il rapporto?
La mia collaborazione con L’Audace è iniziata a campionato in corso, dopo il grave infortunio accorso ad Eleonora Salamon, che ho operato, ricostruendole il legamento crociato anteriore. In particolare, la cosa più bella ed entusiasmante è stata quella di ricominciare a lavorare con il collega, ma in primis amico, Carlo Pasini, con cui in passato ho condiviso anni splendidi con la prima squadra dell’Hellas Verona.

Quali differenze medico-fisiche nota tra gli atleti di calcio a 11 e le giocatrici di futsal, considerando che sono due sport simili, ma differenti?
Innanzitutto va fatta una netta differenza tra calcio maschile e femminile, in quanto le donne hanno un rischio più elevato d’incorrere in infortuni severi rispetto agli uomini, poiché hanno una maggior predisposizione alla rottura del legamento crociato anteriore. Al contrario, la pubalgia, per eziologia biomeccanica ed ormonale ha un’incidenza minore nel sesso femminile. Per quanto riguarda le differenze tra calcio a 11 e calcio a 5, sono legate soprattutto all’intensità di gioco, in quanto i cambi di direzione repentini ed il maggior rischio di contatti stretti, sono tutti fattori che espongono le atlete ad un maggior rischio di infortuni.

Quali sono state le sue più grandi soddisfazioni con questa squadra e cosa prevede nel suo prossimo futuro?
La più grande soddisfazione è stata quella di essere in panchina nella partita promozione a Padova, poiché è stato un susseguirsi di emozioni fino ad arrivare alla grande gioia finale. Vedere uno splendido gruppo vincere con grande determinazione e voglia di realizzare il loro sogno è stato fantastico. Per il futuro, stiamo già iniziando a lavorare in previsione della prossima stagione per cercare di definire e concretizzare nel migliore dei modi gli aspetti organizzativi, medici e riabilitativi.

Edoardo Morandini