Dopo la sosta, torna il campionato di Serie A2: ad attendere l’Union Fenice c’è la trasferta contro il Trilacum. Per la squadra veneta è un periodo ricco di soddisfazioni, in cui i risultati continuano ad arrivare. Abbiamo parlato di questo, e non solo, con il vice Roberto Pavan, in questa bella chiacchierata tra futsal e sogni.

Allora Roberto, a distanza di mesi dal tuo arrivo e di quello di mister Pagan facciamo il punto: possiamo dire che la Fenice è risorta!

“E’ bello essere qui. Sia io che Andrea eravamo già alla Real Fenice anni fa, quando abbiamo centrato le due promozioni. Collaborando anche con un’altra squadra di calcio a 5 (la Marco Polo, dove sono sia allenatore che team manager), sono stato informato dal mio presidente, amico del presidente della Fenice, della situazione e lui si è mostrato disponibile per il mio tesseramento alla Fenice. Ho dunque chiamato Andrea: la cosa divertente è che era appena sceso dall’aereo dopo il viaggio di nozze…! L’amore per questa squadra ci ha portato ad accettare. Dopo un periodo difficile, in cui le ragazze erano provate psicologicamente, ora la squadra ci segue: hanno capito e assorbito i nostri metodi di allenamento, miei e di Andrea soprattutto”.

C’è stata un momento di svolta secondo te, o è stato piuttosto un percorso graduale?

“Il primo mese onestamente le ragazze non c’erano a livello mentale: erano comprensibilmente scariche. Il mio compito, da spalla di Andrea, è anche quello di sdrammatizzare: mi piace fare un po’ il “burlone”, uscirmene con una battuta ogni tanto a seconda del momento. Pian piano, a forza di lavorare, hanno iniziato a prendere fiducia ed è scattata una molla. La cosa bella, e ci tengo a dirlo, è che si allenavano e si allenano con il sorriso, faticando ma con una complicità reciproca tra noi. Siamo diventati un tutt’uno. Ogni tanto c’è ancora qualche rimprovero da fare! Ma segue immediatamente una reazione e questa è la cosa bella”.

Venite da quattro vittorie consecutive. Come procede il vostro lavoro?

“Le ragazze stanno lavorando bene. Adesso abbiamo cambiato alcune tipologie di allenamento: prima lavoravamo molto su difesa e attacco, ora stiamo variando un po’, dato che sono migliorate molto tecnicamente e tatticamente. Il problema è che non abbiamo mai la squadra al completo. Ma come contro il Chieri, una volta che andiamo in gol si sbloccano e diventano una macchina da guerra. La vittoria di Firenze è stata molto significativa: lì io e Andrea abbiamo capito che la squadra era ormai nostra. Dopo un primo tempo così così, nel secondo hanno dato l’anima ed è quello che continuano a fare. Quello che sto vedendo è una squadra che comincia ad aver fame di gioco e risultati. E soprattutto è bella e serena”.

Parliamo di te. Raccontaci come sei entrato nel calcio a 5…

“Ho fatto il mister per tanti anni nel calcio a 11, quasi sempre nel femminile: lavoravo nel Mestre, avevo l’Under 15 e l’Under 18 nazionale ed ero il secondo in prima squadra. Dopodiché, tra lavoro e altro, è subentrata un po’ di stanchezza e mi sono preso un anno sabbatico. Poi, conoscendo molto bene l’ex presidente della Real Fenice Gianluca Mosca, grazie alla sua proposta entrai nel calcio a 5. Era uno stimolo nuovo per me. E’ stata dura: passare dal calcio a 11 a calcio a 5 non è né facile né immediato. Ma un po’ alla volta – grazie anche ad Andrea e al mister del Marco Polo della squadra maschile, due persone molto competenti – sto assorbendo sempre più. Negli ultimi due anni ho avuto anche una mia squadra maschile e quindi ho continuato a prendere confidenza con questo mondo”.

Hai lavorato dunque sia con i ragazzi che con le ragazze: quali differenze riscontri?

“Quello che ti danno le ragazze è impagabile. Non mollano mai. Ci sono sempre, anche quando acciaccate. Ti regalano tanta gioia perché sono delle guerriere. A differenza dei maschi che spesso si tirano indietro… Le donne magari sono un po’ permalose, ma poi ti danno ancora di più. Il femminile a livello di grinta e volontà onestamente non ha paragoni. Caratterialmente parlando, il calcio maschile dovrebbe imparare da quello femminile”.

Roberto, i tuoi obiettivi?

“Per quanto riguarda la stagione, il nostro obiettivo, se tutto va bene, penso siano i playoff. Secondo me ce la possiamo fare. Il mio obiettivo futuro è invece avere una squadra mia, quando sentirò di avere piena padronanza nel calcio a 5. Anche se ho cinquantacinque anni mi sento giovane e la voglia c’è!”.

Valentina Pochesci