Momento non facile per l’Union Fenice, che nelle ultime apparizioni è rimasta a secco di punti. Le ragazze di mister Pagan tuttavia continuano a lavorare con determinazione, forti della bella armonia che le lega e della consapevolezza di poter rialzare la testa. Facciamo il punto della situazione con Elisabetta Chitarin.

Allora Elisabetta, venite dalla sconfitta col Thiene. Come ci si rialza?

“Stiamo affrontando un periodo difficile, quando le sconfitte si susseguono è naturale pensare che qualcosa non stia girando per il verso giusto. Ora è importante non scoraggiarsi, continuare a sudare in allenamento e la domenica portare in campo quello su cui stiamo lavorando, con grinta”.

Cosa vi aiuta, come gruppo, a tenere alta la concentrazione in questo momento?

“Sappiamo tutti che vincere aiuta a vincere. Perdere mette di fronte ai propri limiti, come singole e come gruppo. Perdere può e deve essere un grande stimolo a lavorare di più. Per noi stesse, per le compagne, per la società, per il progetto in cui crediamo e soprattutto per la passione che ci spinge”.

Parlando di te, quando è sbocciato il tuo amore per il futsal?

“È nato un po’ per caso. Alle elementari giocavo a ricreazione con i compagni di classe e mi divertivo molto, però ho sempre praticato altri sport. Quasi tre anni fa mi è stata fatta la proposta di cimentarmi con il futsal, ho deciso di provare e mi è piaciuto”.

Qual è stato finora il momento più bello che hai vissuto alla Fenice?

“Quando sono arrivata qui all’inizio dello scorso anno sono rimasta stupita. Non per il gioco delle mie compagne – le avevo seguite dalla tribuna più di qualche volta – ma perché ero l’ultima arrivata, avevo davvero tanto su cui lavorare e ho trovato in questa squadra un gruppo che aveva, e ha, a cuore la crescita di tutte, nessuna esclusa. Non saprei identificare un momento preciso, direi tutte le volte, in campo, in spogliatoio o fuori, in cui ci sentiamo squadra”.

E quello che ti auguri di vivere?

“Mi e ci auguro di portare avanti questa passione con determinazione ed entusiasmo, i risultati poi arriveranno”.

Valentina Pochesci