Breve, ma intensa. Si potrebbe riassumere così l’avventura di Tünde Nagy con l’Audace. La numero 1 magiara, infatti, è stata una delle protagoniste della rincorsa salvezza della compagine scaligera, culminata con la permanenza in Serie A femminile senza passare attraverso il playout. Forte della positiva esperienza al PalaLupatotina, dunque, la classe ’91 è ora pronta a misurarsi nella sua nuova sfida sportiva: “Vorrei far parte di un progetto chiaro – esordisce il portiere – e sostenuto da forti motivazioni nel raggiungere gli obiettivi”.

AUDACE – A prescindere dai prossimi colori che indosserà, l’ungherese farà quindi tesoro della recente parentesi veronese: “Abbiamo vissuto una stagione molto impegnativa, essendo noi una squadra neopromossa, con alti e bassi avuti durante le gare – spiega il pipelet -. Giocavamo contro avversarie che puntavano alto in classifica, e questa per noi era una bellissima sfida da affrontare”. E Nagy, nonostante l’alto tasso di difficoltà della massima categoria in rosa edizione 2021-22, non si è affatto tirata indietro: “Mi sentivo molto motivata, e, con la salvezza diretta, credo di poter dire che abbiamo concluso l’annata con successo”.

LA CARRIERA – La nativa di Miskolc, dal canto suo, non si presentava ai nastri di partenza della scorsa competizione regina da novizia, tutt’altro. Il debutto dell’ex rossonera tra le “big” del calcio a 5 femminile nostrano, in effetti, risale al 2014, tra le fila della Vis Lanciano nell’allora girone B. Successivamente, l’approdo al Pescara nell’Élite e, ciò non bastasse, la militanza nell’attuale format della Serie A con addosso le casacche della Lazio, del Falconara e della Virtus Ragusa. Quindi la chiamata iberica della Fútbol Emotion Saragoza, prima del ritorno nello Stivale, appunto, grazie proprio all’Audace. Il tutto, senza dimenticare le convocazioni con la sua nazionale, tra cui la partecipazione al Main Round dell’ultimo europeo.

LE BASI – Eppure, i trucchi del “mestiere”, Nagy, li ha acquisiti sì nel suo Paese, ma nella pallamano, che l’ha praticata per ben sette anni: “In Ungheria è uno degli sport più famosi – evidenzia l’estremo difensore – e i campionati sono molto competitivi. Però, devo dire che c’è grande differenza tra i due ruoli: la tecnica dei rilanci mi è tornata utile durante queste stagioni e avevo una base per iniziare, però, allo stesso tempo, ne ho dovute imparare di nuove per diventare un portiere di calcio a 5”. I margini di miglioramento, tuttavia, sono ancora ampi per la non ancora trentunenne (22 ottobre, ndr): “Dico sempre che non smetto mai di imparare – chiosa Nagy – e abbiamo sempre l’opportunità di migliorare. Per questo sto lavorando ogni giorno con la stessa intensità e motivazione, perché vorrei dare tutto per la mia squadra”. E non è poco.

Alessandro Cappellacci