Il campionato di Serie A riprenderà il 19 dicembre, intanto in casa del Virtus Ragusa si scaldano i motori in vista di una seconda parte di stagione che le giallonere vogliono vivere al massimo!
Per Taina Santos, capitano della formazione siciliana, la voglia di inseguire il pallone è sempre la stessa, fin da quando, per la prima volta, ha partecipato ad un torneo da bambina, giocando scalza…
Come hai passato le feste? E come vuoi iniziare l’anno nuovo con il Ragusa?
“Quello trascorso è stato il sesto anno in cui non ho passato le Feste con la mia famiglia, in Brasile. Però l’ho passato con la mia famiglia in Italia e, come al solito, l’ho trascorso molto bene; ci voleva un po’ di relax, staccare la spina per ripartire per la seconda parte del campionato. A parte le Feste, ho speso i giorni di pausa tra cure e terapie, per eliminare i problemi fisici che ho avuto e poter ripartire al meglio”
Il campionato riprenderà il 19 con la partita in casa contro il Grisignano. Come vi state preparando per questo match e per il girone di ritorno?
“La stiamo preparando nella migliore maniera possibile. Da adesso in poi, se vogliamo puntare sul serio e senza rimpianti alle posizioni alte della classifica, sarà importantissimo vincere in casa e giocare contro tutti come se fosse sempre una finale”
Il Futsal è un lavoro per voi ma anche una passione vera. Che ricordo hai della prima volta che sei stata su un campo da calcio a 5?
“Da piccola ho sempre giocato nei veri campi da calcio in Brasile, in quelli di terra dove il palo della luce o le righe del muro servivano da pali veri come qualsiasi bottiglia di plastica o lattina di Coca Cola, oppure con pallone fatti da noi, con carta e colla, con calzini che erano la nostra vera felicità, ricordi della scuola Carlos Gomes nella mia piccola città del Sud dal Brasile… Per noi c’era poi ‘l’altro campo’, per tutti era quello vero. Quello curato, con le righe, con la rete, i palli e anche gli spalti. Quando ho partecipato ad un torneo interclasse giocai senza scarpe perché quel giorno avrebbero dovuto giocare solo i ragazzi e quindi andai li soltanto per assistere ed ero in ciabatte; una volta li, i miei compagni di squadra hanno chiesto ai dirigenti della scuola di farmi giocare e quindi eccoci, il primo posto è stato conquistato stranamente da una squadra mista chiamata Grêmio, con una sola donna a giocare calcio con i maschietti! Una certa Tainã Santos che da lì in poi nessuno ha potuto più fermare e alla quale nessuno ha più detto che le donne non sapevano o non potevano giocare a calcio”.