Su e giù, qual è la vera Littoriana? Perché il cammino delle latinensi in Serie C Lazio è cosa per stomaci forti. Tanti gli alti (con un picco di 8 vittorie consecutive) e bassi, con quest’ultimi che stanno un po’ frenando la corsa play-off delle neroblu. LadyFutsal ha quindi contattato in esclusiva mister Enrico Grassia per capirne di più sul momento di De Col & compagne.

Prima intervista dell’anno, domanda canonica che precede i discorsi di campo. Com’è andata la prima parte di stagione?

“Da inizio campionato siamo cresciuti tutti insieme: allenatore, giocatrici e società. Il traguardo è ancora lontano, però il miglioramento è esponenziale. Sono molto contento, la nostra non è stata una crescita lenta ma veloce. Poi capita anche qualche scivolone. Non siamo molto esperti e questo ci porta a vivere tra alti e bassi. Contro il Torrenova (la prima giornata del 2020 di Serie C, ndr) avevamo la partita in pugno, praticamente c’eravamo solo noi in campo. Però quando giochi contro squadre molto più esperte succede anche di perdere inaspettatamente”.

Quindi cos’è che non ha funzionato contro il Torrenova?

“Avendo giocato l’ultima partita poco prima di Natale ho avvisato le ragazze che avrebbero avuto un calo, sia mentale che fisico. In Serie C il livello è alto, così come i ritmi, e quindi basta staccare la spina un attimo per subire gol. Poi metto le mani avanti, non do mai la colpa al terreno di gioco o agli arbitri. Però c’è da dire che il campo era molto piccolo e bagnato, essendo in sintetico alto, e qualche scivolone di troppo ci ha fatto saltare alcune diagonali difensive. Siamo stati un po’ sfortunati, ci servirà di lezione. Dobbiamo imparare a chiudere prima le partite, senza se e senza ma”.

Ma quindi tu punti ai play-off o preferisci guardarti le spalle?

“Ho iniziato l’anno con un pensiero che mi porto dentro ancora oggi: il mio obiettivo minimo resta quello di salvarci, ho sempre voluto tenere i piedi per terra. Fa parte anche del mio carattere. Solitamente sarebbero bastati 30 punti per raggiungere la salvezza, ma quest’anno il livello si è alzato e forse ne serviranno 35-40. Quindi prima penso a fare punti per restare in una zona di sicurezza, poi se saremo là a fine stagione penserò anche ai play-off. Siamo distanti solo 4 lunghezze dal Terracina e tutto è ancora aperto, dobbiamo giocare gli scontri diretti”.

Sei alla tua prima esperienza da allenatore in Serie C, campionato molto competitivo. Starai imparando tanto…

“È un campionato molto stimolante. Cerco sempre di dare il meglio per le ragazze producendo allenamenti ad alte intensità così da farle affrontare al 100% ogni partita. Cerco di accrescere la loro forza sulle gambe, rapidità. Poi a volte trovi a giocare in dei campi più corti, altri più grandi: per noi tutti i giorni è come se iniziasse una nuova sfida. Ogni partita è diversa e il campionato è veramente ostico, non c’è scuola migliore. Noi comunque stiamo crescendo, parlano i risultati”.

Una battuta sulla Coppa Lazio? Siete usciti contro la vincitrice…

“Siamo andati molto vicini alla qualificazione alle final four. Purtroppo l’inesperienza, come dicevo prima, porta a questo. Abbiamo giocato il ritorno dei quarti a Terracina arrivandoci in vantaggio di 3-1, ma lì da loro vincere è quasi impossibile. C’era un pubblico di 100/150 persone, un clima fantastico che – se non ne sei abituato – potresti anche soffrire. È quello che ci è successo. Poi loro vivevano un momento di forma incredibile e alla fine hanno vinto la coppa, questa è un po’ una consolazione (ride, ndr)“.

Il potenziale c’è, così come la voglia di crescere e migliorarsi del mister e delle sue ragazze. Non appena scenderà dalle montagne russe dell’inesperienza, questa Littoriana avrà tutte le carte in regola per sognare in grande. Prima, però, meglio predicare calma: parola di Enrico Grassia.