Due Scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, più di 120 gol in gare ufficiali nelle ultime quattro stagioni.

Praticamente una media di trenta centri annuali. Mica male per una “ragazzina” dell’89 che di strada ne ha fatta eccome.

Si, parliamo di Valentina Siclari, 1.55 di simpatia e generosità, di talento ed estro. L’unica, date retta a me, capace di fare una rovesciata tecnicamente perfetta, alla figurine Panini, per intenderci.

Da Reggio Calabria, suo paese natio, è partita e da lì ha iniziato ad alzare trofei, il primo, lo Scudetto con la Pro Reggina con 80 gol messi a segno.

Tre anni alla Lazio, poi, insieme alle sue amiche di sempre Presto e Violi, dal secondo anno anche con Corio e Cacciola.

E infine l’Olimpus, dove inizierà a giocare da quest’anno ma senza le sue compagne di sempre. Tanti ricordi, che abbiamo ripercorso proprio con lei:

Vale, un’altra avventura sta per iniziare. Guardandoti indietro?

“Ho tantissimi ricordi, dalla Pro Reggina alla Lazio. Tre anni in biancoceleste mi hanno lasciato moltissime emozioni, mi hanno fatto conoscere persone speciali e confrontarmi con una realtà diversa, lontana da casa.

Il gruppo era particolare, soprattutto il primo anno…con quelle partitelle prima dell’allenamento straniere contro italiane ci uccidevamo. E vincevano sempre loro, chiaramente.

E poi fuori dal campo tante serate insieme, gavettoni, risate, partitelle di beach sul prato improvvisate. Una sera, poi, abbiamo fatto il gioco dei mimi e Nanà ci ha fatto morire dal ridere. Ho tanti ricordi, uno più bello dell’altro”.

Poi?

“Poi il secondo anno sono arrivate persone nuove che non si sono integrate bene nello spogliatoio ed è rimasta l’amarezza per quella finale scudetto persa ai rigori.

Quest’anno il gruppo era carino e si stava bene, le ragazze nuove si sono integrate subito anche se è stato un anno lungo e difficile sotto tanti punti di vista.

Peccato per il finale di stagione perché secondo me poteva andare diversamente ed essere migliore. Purtroppo sono successe delle cose che hanno portato all’allontanamento del mister, ma li si è visto ancora di più il gruppo.

In fondo, a ripensarci, abbiamo perso tutto in un unico maledetto minuto nella gara di andata con l’Isolotto. E brucia, ancora”.

Quest’anno senza le altre “Reggine”, che effetto fa?

“Dopo 14 anni che giochi insieme è difficile separarsi. Noi abbiamo abitato, convissuto, condiviso e siamo come sorelle.

Sarà strano arrivare al ritiro e non sentir parlare calabrese, da questo punto di vista farà uno strano effetto.

Era come avere sempre la mia famiglia vicino ed era un aspetto importante nella mia vita calcistica o comunque lontana da casa. Mancheranno”.

Comunque all’Olimpus non sarai sola: con te ci saranno Lisi, Taty e Luciléia..

“Così è più facile ricominciare. Meglio con tre persone che da sola, certo. Spero di trovarmi bene con la società, il mister e le altre compagne ma soprattutto spero di passare un anno tranquillo e ricominciare ad alzare qualche trofeo importante.

E auguro a tutte le mie Reggine un grande in bocca al lupo, loro saranno sempre una parte importantissima di me”.

Della serie, citando un grande cantante romano, Antonello Venditti: “Certi amori non finiscono… fanno dei giri immensi e poi ritornano“. In questo caso, più che mai…

Serena Cerracchio