Sulle orme di Cristiano Ronaldo. E se pensate sia ironia, forse non avete mai visto all’opera Paola Sensini con un pallone tra i piedi.

Sono passati due anni e mezzo. Tanti. Sensini ha cambiato maglia ma non dote naturale, quella è sempre la stessa. Anche se lei smentisce: “Non credo di avere tutto questo talento (ride, ndr)”. Ora c’è il Real Praeneste, un po’ in difficoltà. Questo inizio di 2020 non è stato dei migliori. Dal 6-1 incassato contro la Brc al 2-2 contro la FB5 Rome, nel mezzo tanti rimpianti: “C’è un po’ di rammarico perché erano partite accessibili sulla carta” – ci ha detto in esclusiva – “Ambivamo ai 6 punti e ne abbiamo conquistato solo 1. Dopo la Brc ci siamo fatte un esame di coscienza, ricco di autocritica. E quella con la FB5 Rome avrebbe dovuto essere la partita del riscatto”.

Ma non è andata così: “Ci dispiace molto, ma possiamo fare tesoro dei nostri errori. Domenica ci è mancata un po’ di lucidità: avevamo la partita in pugno, a metà del secondo tempo stavamo sul 2-0, ma il loro gol ci ha tagliato le gambe. Abbiamo smesso di fare il nostro gioco, calando d’intensità nel pressing, e ciò le ha portate a segnare il 2-2”.

Una domenica di stop, poi si riparte senza i favori del pronostico: “Non c’è solo la Virtus Ciampino, avremo un trittico di partite molto complicato (Ciampino, Best e Castellamare, ndr). Dovremo essere lucide. In questo sport la testa fa molto, anzi, fa la maggior parte del lavoro. Servirà ristabilire la calma in mezzo al campo e giocare come facciamo in allenamento, e come abbiamo dimostrato già diverse volte in questo campionato”. Comunque il Praeneste in passato ha già vestito il ruolo di ‘ammazzagrandi’: “Noi abbiamo nelle corde tutte le partite di questo campionato. C’è molto potenziale in questo gruppo, lo vedo. In ogni singola ragazza. Non puntiamo a raggiungere i play-off, ma a dare il meglio di noi stesse”.

Tre anni di Real Praeneste, tre anni in una nuova famiglia per Paola Sensini: “Il gruppo e il clima che si respira all’interno di questa società è qualcosa di raro da trovare. Soprattutto la cura che ci mette Danilo, il presidente, verso ognuna di noi. C’è un grande legame affettivo: in primis siamo persone, ragazze, e ci segue. Per esempio quando mi sono fatta male al ginocchio, il mese scorso, il giorno dopo il presidente è venuto a trovarmi a casa“.

Cura dei dettagli e delle persone, al Praeneste funziona così. Anche perché prima di questo sport viene la passione, pura, due porte e un pallone: “Ho iniziato a praticare il futsal insieme a mio fratello, quando avevo 5 anni. Giocavo nella maschile perché ancora non esisteva il calcio a 5 femminile. Poi andavo su internet a vedere i ‘trick’, gli orologi di Cristiano Ronaldo etc., e mi dicevo: “Voglio farlo anche io!”. Quindi ho iniziato a provarli prima al parco, poi a scuola, da autodidatta. Praticamente facevo calcio freestyle. La sfida dei 500 palleggi era l’unico modo che avevo per battere Catrambone (ride, ndr)”.

Sulle orme di Cristiano Ronaldo, Sensini ci è riuscita. L’importante è vivere di futsal. Ogni piccolo tassello fa grande una squadra e la storia: “Voglio ringraziare l’osteopata e la preparatrice atletica del Praeneste (Daniela Fiorentini, ndr) che mi hanno seguito in questo mese”. Paola ringrazia e guarda avanti, anzi, in basso. Con un pallone tra i piedi e altri milioni di palleggi a cui pensare, inseguendo un sogno.