Un anno all’estero per l’università, uno in prestito per giocare di più. Il resto (dai 16 anni in poi) colorato di giallorosso, colorato di Virtus Ciampino. È la storia in breve di Federica Scarpellini, una ragazza entrata nel mondo del futsal quasi per caso: “Oggi spero che sia un po’ più facile per le bambine. Perché quando ho iniziato io, pur trattandosi di pochi anni fa, i miei genitori non volevano farmi giocare a calcio per i soliti discorsi: “Poi ti vengono le gambe storte” etc. Quindi mi sono battuta fino ai 16 anni, quando alla fine mi sono imposta. Ho scelto una squadra e ho fatto tutto da sola, costringendo i miei (ride ndr). E quella squadra era la Virtus: “Possiamo dire che ho scoperto di avere una propensione per il futsal. Ho incontrato l’allenatrice di allora, Gina Capogna, e sono cresciuta anno dopo anno alla Virtus Ciampino. Tutto il mio percorso nel futsal è legato alla Virtus”.

E tornando al presente, l’inizio di Serie A2 è stato da urlo: “Ci aspettavamo dei buoni risultati, ma ovviamente non davamo per certo il fatto di essere prime a punteggio pieno dopo 5 giornate. Abbiamo ottenuto vittorie molto importanti. Non tanto contro le squadre forti, è naturale che ci sia coesione quando si affrontano avversarie difficili da battere, quanto per le partite considerate più facili sulla carta. Quelle a volte le sbagliavamo, come ci è successo la scorsa stagione. Quindi speriamo di continuare a macinare risultati positivi, senza adagiarci su quelli già ottenuti. L’obiettivo minimo sono i play off“.

Ambizione e progettualità, la nuova era della Virtus pone le sue basi sulle ragazze come Federica. Immersa nello sport anche nella sua vita parallela: “Sono al terzo anno di università, mi sto specializzando in fisioterapia. Spero che il mio percorso di studi aiuti la mia carriera, visto che mi trovo già nell’ambito lavorativo dove vorrei esercitare in futuro. Lo sport è la mia passione a 360 gradi”. Per questo da qualche anno Scarpellini allena anche nel settore giovanile del Ciampino: “Quando ho iniziato ad allenare le bambine ero un po’ più piccola, e quindi è stata un’esperienza diversa. Adesso sono più consapevole e matura. È interessante perché mi diverto a mettere in pratica il bagaglio che mi ha fornito l’università, e cerco di applicarlo anche in questa esperienza. Negli esercizi abbino sia le competenze motorie che cognitive apprese durante gli studi, mi diverto e la società mi sostiene”.

Specialmente Teana Tittoni: “L’anno scorso c’era lei al mio posto. Teana mi ha fatto entrare a piccoli passi nell’Under 13 e poi me l’ha lasciata, mentre lei è passata all’Under 19. In futuro, nel caso fosse possibile, mi piacerebbe conciliare il mio lavoro principale anche con la carriera da allenatrice!”. E dire che il futsal l’ha catturata mentre Federica cercava altro: “Avrei voluto giocare a calcio a 11. Ma per me sarebbe stato molto più difficile, perché a 16 anni i miei genitori avrebbero dovuto accompagnarmi molto lontano, o avrei dovuto fare tanta strada con i mezzi. È stata una scelta per comodità, si può dire, ma alla fine è andata benissimo! Non avrei mai pensato di arrivare dove sono ora”. D’altronde si sa, le cose migliori nascono così: per caso.