A quanto pare esistono circa una cinquantina di sigle (italiane e non, forse) di Holly e Benji. Che campioni, campionissimi, Holly e Benji forever, si allenano tirando e parando i rigori. Cose così. Personalmente preferisco questa:

“Ma quanto ca… è lungo sto campo?”

Viste le distese di prati verdi, colline e porte larghe una ventina di metri abbondanti, forse risulta complicato perdersi in troppi parallelismi col futsal. Però uno ce n’è, e non l’abbiamo inventato noi. Ma Rosy Cappai. Portiere e capitano dell’Ussana – alias Benji -, contrapposta a sua cugina Giuliana Cappai  Holly –. Bomber inarrestabile, frenata a gennaio solo dalla rottura del crociato che ne ha compromesso la stagione. Era prima del coronavirus e della quarantena. Erano giorni di futsal, tempi che sembrano lontani anni luce: “Io e Giuliana siamo cugine di primo grado… Avevate dubbi? Ci definiamo la coppia Holly e Benji (ride, ndr). Lei è la mia bomber preferita, ne approfitto per augurarle una pronta guarigione e per dirle che noi la aspettiamo a braccia aperte”, ci aveva detto Rosy esattamente un mese fa.

In trenta giorni è cambiato tutto, il mondo è fermo. Ma non abbastanza per impedirgli di elargire i giusti riconoscimenti. L’ultimo, di un paio di giorni fa, ha visto Giuliana Cappai vincere (anche da infortunata) il premio di miglior giocatrice del Girone A della Serie C Sardegna.

(Fonte: Quinto Uomo Awards)

Un premio meritato per una giocatrice che negli anni ha trascinato l’Ussana a suon di gol e prodezze, ispirandosi a un mito in particolare: “Se il mio idolo è Icardi? Sono una tifosa dell’Inter ma sì, nonostante se ne sia andato lo seguo ancora (ride, ndr). Mi piace come giocatore e cerco di ispirarmi a lui”. Quest’anno si è fermata a quota 21 reti, resistendo al quinto posto nella classifica marcatori nonostante un mese e mezzo ai box mentre le altre pedalavano e segnavano.

Dall’altra parte del campo, invece, la storia è agli antipodi. Rosy era riuscita da non molto tempo a tornare in campo a seguito della sua gravidanza. Non è stato facile restare fuori a lungo, oltre 6 mesi: “Seguivo sempre le mie compagne, sia in casa che in trasferta. Non mancavo a una partita, più le seguivo e più sentivo la mancanza del pallone. È stato difficilissimo riprendere, ma un passo alla volta sono cresciuta riprendendo fiducia in me stessa“.

Ora il nuovo stop. Una battaglia da combattere con la consapevolezza che, dietro la tempesta, ci sarà sempre un pallone ad aspettarle: “Do calci a un pallone da quando ho 4 anni, è sempre stata una passione” – ci ha detto Holly – “Da buon capitano, il giorno della partita mando il mio solito messaggino di carica per tutte. Tengo al fatto che sappiano che io confido nelle loro capacità, che sappiano quanto valgono e che non dimentichino come io sia sempre la loro tifosa numero 1!” – ci ha rivelato all’epoca Benji, attenta tanto sul campo quanto fuori. Avere passione significa anche questo. Il futsal tornerà, non disperiamoci: per ora limitiamoci a cantare.

“C’è chi dall’altra parte del mondo…”