Esperienza, forza, intelligenza. Probabilmente saranno queste le tre cose che faranno la differenza tra Salinis e Montesilvano, per alzare il tricolore. Chi avrà tutte e tre i requisiti per 80 minuti e forse altri 40, sarà campione d’Italia.

Partiamo dall’esperienza, quella che serve in partite come questa, partite al cardiopalma, partite, dove sbagliare può essere fatale. L’esperienza delle giocatrici e quella dell’allenatore, di un comandante, condottiero fondamentale in battaglia. Bellarte e Marzuoli nella loro diversità, sono comandanti di esperienza e grande intelligenza. Come lo sono giocatrici del calibro di Amparo, Cely, Cortès, Dayane, Bruna, D’Incecco. E come lo sono Presto, Coppari, Taty, Tardelli, Maite, Taina. Le prime due, lo scorso anno scudettate in rossoverde (insieme a Brandolini).

Il secondo punto, la forza. Quella che fa tenere i nervi saldi. E che ti permette di tirare dei missili senza precedenti. Lasciare andare il pallone, correre con tutta la forza che si ha in corpo. La forza, quella fisica come quella mentale. Che dove non arrivano le gambe, ci pensa la mente, la forza di volontà. La forza di voler vincere, di riuscire a dare tutto. La forza di non voler mollare mai, quella che ti viene da dentro, ecco, quando non ne hai più.

E poi, l’intelligenza. Quella tattica, in primis. Perché puoi anche tirare missili, ma se non lo fai con intelligenza, può darsi che il gol non lo trovi mai. E allora servono occhi per guardare, al di là del campo. Trovare lo spazio per servire la compagna, l’angolino per battere il portiere avversario. L’intelligenza, quel lampo di genio che ti può portare in paradiso, il passe-partout per una giocata fondamentale, che magari ti consegna anche le chiavi per il tricolore.

Iniziamo con ottanta minuti, che poi in caso ci sono anche i quaranta di riserva. Iniziamo… che poi il bello vien da se.