Pescara squadra e Pescara città adorate allo stesso modo da Giulia Ricottini. Il cuore, è chiaro, rimane sempre a Tolentino, ma il portiere classe 2001 ha trovato in Abruzzo una nuova dimensione ideale per vivere, lavorare e crescere.

“Vengo dal Sud delle Marche, una zona molto simile a quella in cui abito ora, che dista solo un’ora e mezza da casa. Il posto mi piace tantissimo, ma – sorride Ricottini – non so se dipenda dal fatto che in squadra sto così bene, che poi appare ancora più bello anche il contorno. Guadalupe e Valendino hanno più o meno la mia età, le più grandi non lasciano nessuno indietro e poi ci sono i mostri sacri del futsal, quelle figure ormai iconiche alle quali faccio ancora fatica ad abituarmi, pur vedendole tutti i giorni”.

Il riferimento è alle compagne di Nazionale, e non solo. “L’Italia mi è piaciuta tanto col Portogallo e, avendo 5 azzurre del Pescara lì, è come se me la fossi vissuta più da vicino. Abbiamo saputo soffrire ed è stata combattuta fino alla fine, ma – da portiere – ho notato ancora una volta Ana Sestari: si è presa dei rischi, ha sfoderato parate incredibili. Quando le ho riviste nello spogliatoio avevo gli occhi che brillavano: ritrovarle dopo averle viste al Main Round, mi ha fatto un certo effetto”.

Immaginate l’allenamento tipo di Ricottini. “Mammarella che esce dal PalaRigopiano e Ana che entra… Certo, anche io gioco in Serie A e ho i suoi stessi obiettivi, ma – sorride – dovrebbe mettersi nei miei panni e capire che non è una situazione che potrei ritrovare facilmente altrove”. E dopo essersi ricompattato col rientro delle Azzurre, il Pescara ha iniziato a lavorare per allungare la striscia di tre risultati utili consecutivi.

“La tipologia di gioco di mister Dudù richiede tempo, in più non è stato facile lavorare per un mese con tante assenze. Considerati questi fattori, mi ritengo soddisfatta del nostro inizio campionato. Ad esempio, quello che ho provato contro il Tiki Taka, difficilmente potrei spiegarlo: c’era una sorta di connessione tra tutte, anche con chi – come me – non poteva essere in campo. Stiamo andando bene, siamo un gruppo forte”.

Che ora deve riprendere proprio dal grande secondo tempo del derby per far suo il match con la Kick Off, eccezionalmente previsto per domenica. “È una squadra che gioca bene da sempre e si è parecchio rinforzata, ma il Pescara ha la sua personalità ben definita: non c’è una sola giocatrice che ti tira fuori dai guai, è sempre il lavoro di un gruppo che lotta, se la gioca contro ogni avversaria e alla fine ottiene i risultati che spera, senza mai dare nulla per scontato”.


Ufficio Stampa Pescara