La Coppa Divisione, poi, il nulla. Campionato e classifica congelati, il Real Statte ancora lì, a 49 punti in 18 gare giocate, solo una sconfitta e un pareggio. Un ruolino di marcia pazzesco e una squadra costruita per arrivare fino in fondo con Renata ciliegina sulla torta di un gruppo già rodato. Oggi, contro un avversario non solo invisibile ma anche subdolo, pensare al futsal è complicato. E quel primo posto sembra più lontano che mai.

“E’ impossibile pensare al calcio a 5 in queste settimane anche se è la più grande mia passione – ha commentato il numero uno del Real, Tony Marzella. Essere la squadra più titolata d’Italia, ma soprattutto la più anziana con una matricola che conta ben 27 candeline, è quel piccolo sorriso che riesce a farmi distogliere lo sguardo da questo momento. La fiducia di tornare al più presto a giocare, con una felicità che vorrebbe dire Abbiamo sconfitto l’avversario, quello vero”.

Tra presente e futuro, come vive il Real Statte?
“Molte ragazze sono tornate a casa, dopo il primo decreto abbiamo fatto scegliere loro, spingendole comunque a rientrare per una questione di sicurezza e responsabilità. Per fortuna a Statte non ci sono casi ma quello che sta accadendo al nostro Paese è impressionante e lo sport è l’ultimo tassello. Tutta l’economia è in difficoltà e lo sarà ancora di più nei prossimi mesi, molte famiglie non hanno neanche soldi per mangiare… come si fa a pensare allo sport in questo momento?”.

Proviamoci, per un attimo. Campionato da finire, secondo te?
“Tutti abbiamo vogliamo di tornare in campo ma credo sia impossibile concludere il campionato. Molto dipenderà dai tempi, se ci saranno per riprendere gli allenamenti e magari giocare direttamente i playoff. Sarebbe un po’ forzato però certo, non finirlo sarebbe un peccato. Il problema più grande rimarrebbe comunque la sicurezza: senza garanzie totali non faccio giocare le ragazze, per un discorso di responsabilità. Guardiamo la partita tra Atalanta e Valencia, ha scatenato un boom pazzesco di casi. Per noi vorrebbe dire prendere aerei, spostarci… con quali certezze? Per questo credo che nessun campionato dilettantistico riprenderà. Quando la divisione ci chiederà i nostri pareri, tutte noi società dovremo essere unite per scegliere il meglio per tutti. Un campionato tanto per finirlo, che senso avrebbe? Non ci sarebbero comunque vincitori veri”.

E il prossimo anno?
“Il vero problema, secondo me, sarà proprio la prossima stagione. Ci saranno danni economici e situazioni che cambieranno drasticamente con le società sportive alla fine che ne usciranno danneggiate. Il movimento del calcio a 5 lo fanno soprattutto le categorie inferiori e se li ci saranno danni, figurarsi noi della Serie A. Bisognerà mettere tutti insieme delle nuove basi per ripartire e far riprendere questo splendido movimento che amiamo. Ma una battaglia per volta. Prima, vinciamo questa guerra”.