C’è una lotta che – purtroppo – fa parte della vita di molti calciatori, di calcio o futsal fa poca differenza. Una guerra che si vive lontano dai riflettori. La paura di non farcela, il sudore di chi deve allenarsi al doppio del ritmo degli altri. Quegli infortuni che ti segnano ma ti rendono più forte, come è successo ad Angelica Di Pierro. Il portiere del Real Praeneste è tornata in campo domenica scorsa dopo un calvario di diversi mesi: “Sono reduce da un infortunio molto brutto e molto lungo. È capitato a causa di un problema che mi portavo dietro da tempo e che non era stato curato adeguatamente: mi sono fratturata completamente la spalla. A tanti mesi dall’intervento e dall’inizio della terapia, domenica sono riuscita a ritornare in campo nel secondo tempo contro la PMB Roma”.

Ma come si convive con un tale scherzo del destino?: “Bisogna avere tanta pazienza. A volte è quella che manca. Quando si passa da un momento positivo a un infortunio è come un fulmine a ciel sereno, però io ho avuto la fortuna di avere una fisioterapista che mi ha rincuorato e dato pazienza quando stava venendo meno. Prima di operarmi ho dovuto aspettare, fare terapia e superare varie vicissitudini. Ma dopo un anno ne sono finalmente uscita del tutto”.

È tornata Di Pierro, e con lei anche la vittoria dopo 3 sconfitte consecutive per il Praeneste. Ci scherziamo su con l’estremo difensore praenestino: “Raggiungere questi 3 punti era molto importante. Siamo scese in campo con solo questo obiettivo in mente, quello che conta davvero è vincere. Quando si gioca per la squadra è così, non ha rilevanza chi scende in campo. Poi il singolo vuole sempre la sua parte ovviamente, e io sono contentissima di essere rientrata”. La vittoria risolleva il morale?: “L’umore è sempre stato positivo. Quando si perde o si vince, quello che cerchiamo di fare è prendere il bello da ciò che viene”.

Angelica è alla sua seconda stagione al Real Praeneste: “Ho giocato in A2 col Nazareth, poi Valmontone in C e di nuovo nel nazionale. Alla fine ho scelto il Praeneste per questioni di logistica, era la più vicina a casa. Ho trovato una bella realtà, davvero una bella sorpresa”. La prima annata le è scivolata dalle mani, ma ora il suo rientro in campo ha cambiato tutto: “Ci possiamo togliere delle soddisfazioni. Possiamo dire di tutto o fare proclami, ma alla fine sarà sempre il campo a dare il suo verdetto. A fine campionato parlerà solo la classifica. Uno può dire tanto e fare poco, o passare sottotraccia e alla fine stupire. Noi speriamo di far parte del secondo gruppo (ride, ndr)”.

Di Pierro al centro della porta. Il futsal al centro della sua esistenza. Tutto sta tornando come prima per Angelica: “Dopo un infortunio si ha ancora più voglia degli altri di rientrare, riscattarsi e mettere al tappeto tutti. Quello incide tanto. Vedere le partite da fuori e sapere di non poter fare niente non è una bella sensazione. Adesso quindi, dopo un anno che ero ferma, il futsal sta riprendendo il posto che merita nella mia vita”.