L’esordio in Coppa Italia A2 è stata l’occasione per scambiare due chiacchiere con il capitano del Civitanova Dream Futsal, Michela Ciccioli. Così abbiamo colto al volo quest’opportunità, chiedendole quali siano gli obiettivi per questa stagione e, soprattutto, per scoprire qualcosa in più su di lei.

Michela, dacci qualche informazione in più su di te: hai sempre giocato a futsal?

“In realtà no. Fino a quattordici anni praticavo tutt’altro sport: atletica leggera.  E’ stata mia zia (attualmente nello staff del Civitanova, ndr) a trasmettermi la passione per il futsal dato che da giovane era una giocatrice. Grazie a lei, quindi, ho scoperto questo mondo e da quel momento non l’ho più abbandonato”.

Tornando al presente, quali sono gli obiettivi stagionali, sia sotto il profilo collettivo che dal punto di vista personale?

“L’obiettivo, sicuramente, è quello di migliorarsi sempre. Possiamo toglierci delle soddisfazioni e possiamo, anzi dobbiamo, far meglio della salvezza ottenuta, con qualche fatica, lo scorso anno. Il gruppo come sempre deve essere il nostro punto di forza, considerato anche che quest’anno si sono aggregate alla squadra altre giocatrici in grado di garantire una maggior rotazione e ulteriori stimoli. A prescindere dagli obiettivi di inizio stagione, comunque, il verdetto lo darà il campo. Anche perché solo affrontando le altre compagini potremo capire veramente dove possiamo arrivare e quale sia il livello delle avversarie. Dal punto di vista personale cambia poco; io cerco di dare sempre il massimo e di rendermi fondamentale per la squadra. Questi sono i miei obiettivi principali. Poi è vero, mi piace essere realista, so di non esser più giovane come qualche anno fa, ma la grinta e la passione sono sempre le stesse e, anche quest’anno, saranno al servizio della squadra”.

Sei da tanto tempo nel mondo del futsal femminile, ricordaci qualche momento indimenticabile e qualche rimpianto…

“È difficile scegliere un solo ricordo. I bei momenti che mi porto dietro sono davvero tanti. Basti pensare alla vittoria della Coppa Marche in Serie C con il Chiesa Nuova e quella al Torneo delle Regioni con le Marche, appunto. Di rimpianti invece, fortunatamente, non ne ho molti. Forse l’unico è quello di non aver saputo sfruttare l’occasione concessami dal Città di Falconara oppure quello di non aver risposto alle lusinghe di squadre militanti nelle serie maggiori. Devo dire, però, che in entrambi i casi si è trattato di una scelta principalmente mia; sia perché a volte il legame con la squadra d’appartenenza è qualcosa che va oltre l’ambizione personale, sia perché, come successo nella parentesi al Falconara, mi sono resa conto che la cosa migliore da fare fosse quella di continuare a misurarmi e a migliorarmi nelle serie minori”.

Cosa vuol dire essere capitano di una squadra al giorno d’oggi e quali sono gli aspetti sui quali basi la tua leadership?

“Devo dire che questo è il secondo anno che sono capitano del Civitanova. Da questa esperienza, e per come sono io caratterialmente, ho imparato che i problemi devono essere risolti con tranquillità e attraverso il dialogo, sia con le compagne che con il mister. In quest’ottica potremmo dire che il ruolo di capitano ricalca, per certi versi, quello di un mediatore; far conciliare interessi o idee, a volte anche diverse, per il bene della squadra. Ciò che è importante è che tutti si impegnino al massimo e che remino verso la stessa direzione. E questo, a dire il vero, in qualche caso mi ha portata a essere meno tranquilla quando mi è capitato di vedere poca grinta o meno impegno da parte di alcune compagne. Non credo comunque che sia necessario seguire uno standard fisso per esser capitani; ognuno è diverso e interpreta tale ruolo a seconda della visione che ha dello sport. Gli aspetti fondamentali, come in tutti gli ambiti d’altronde, sono e devono essere l’impegno e la passione”.

Nella prima gara di campionato in programma per domenica 7 ottobre, il Civitanova andrà a Bologna a far visita alla Decima Sport Camp (inizio gara ore 16.00).

Marco De Santis