È arrivata in Audace in punta dei piedi, con l’umiltà delle grandi. Eppure la carta d’identità dice 1995, giovanissima. Francesca Rasetti arriva dal calcio a 11 ed è alla prima stagione nel mondo del calcio a 5, partita da parecchio in alto.

All’inizio panchina, tanta, pochi minuti e forse un po’ di confusione, in quei campi decisamente più piccoli rispetto a quelli a cui era abituata. Eppure il suo spazio se l’è ritagliato a forza di lavoro, sudore, volontà: sempre più minuti, sempre più convinzione e reti.

Ieri contro il Trilacum non ha trovato il gol, ma ha lottato, ha lottato tanto, ha tirato in porta più di tutte tra le fila dell’Audace. A un minuto dalla fine, risultato fisso sul 6-0, lei stava ancora lottando là davanti, sperando di muovere il tabellone.

Ieri sì, è andata male, ma la stagione è lunga. La carriera di più, perché questa ragazza non ha solo i piedi e la velocità dalla sua: ha l’atteggiamento di chi deve uscire dal campo per forza con la maglia sudata, sapendo di aver dato tutto, lottando sempre, con umiltà.

Maddalena Oldrizzi