Secondo posto ufficialmente acquisito, a dispetto del ko rimediato in casa Statte. Aver chiuso la stagione regolare alle spalle delle bi-campionesse di Coppa del Falconara è in ogni caso un ottimo piazzamento per il Pescara, che ora vuole lasciarsi alle spalle l’ultima giornata per tuffarsi a capofitto in un altro campionato: quello dei playoff.

ORTEGA – “Abbiamo sprecato un tempo intero contro una squadra che è stata la migliore del girone di ritorno e che sa far male in contropiede. Anche se ci siamo riprese nel secondo – analizza il match Eva Ortega – ci è mancata la compattezza per andare tutte dalla stessa parte. Ersilia? Oltre che nel gioco, la sua assenza si è sentita nello spogliatoio per una parola, un incoraggiamento. Ma tutto sommato sono tranquilla, perché – quando c’è da tirare fuori il carattere – il Pescara non si tira indietro”. E quel momento è arrivato: il prossimo 1° maggio, alle ore 20:00, le biancazzurre inizieranno la post season con la trasferta in casa Granzette, settimo in classifica. “Siamo pronte a voltare pagina per entrare libere di testa nella parte più bella della stagione. Che l’avversario si chiami Granzette o Falconara o in altro modo ancora, a noi non deve più interessare: vogliamo fare del nostro meglio e vincere contro un gruppo che con Marzuoli ha mostrato tutto il proprio valore. Ognuna deve trovare la forza per farcela e colgo l’occasione per ringraziare Ricardo, un amico che mi sta insegnando tanto e mi dà tanto sostegno in un anno particolare. Anche se non segno da un po’ – sorride – ogni volta che faccio un gol è per lui”. Non vuole più mollare un centimetro la spagnola, così come ha sempre fatto da quando ha iniziato a dare calci a un pallone imitando il suo idolo “Guti”. “Gioco da quando avevo 6 anni, a 15 ho fatto il mio esordio in Primera División e ho partecipato a qualche raduno della Nazionale. In Italia sono arrivata nel 2015/2016 nello Statte e poi sono passata al Montesilvano con Salvatore, un mister del quale ho tanta stima: bisogna essere grati con chi ti fa crescere e ti dà tanto di positivo. Col tempo credo di essere migliorata molto: a volte mi parte ancora la testa – sorride – ma mi sento una giocatrice matura che rifarebbe tutto quel che ha fatto”.


Ufficio Stampa Pescara