La prima impresa è in archivio con un 5-0 ai danni del Falconara sul quale in pochi avrebbero scommesso. L’altra – quella che potrebbe consegnare alle adriatiche il secondo Scudetto consecutivo (il quarto della sua storia) – è ancora tutta da giocare, con tanto entusiasmo sì, ma anche con la piena consapevolezza che nulla sia ancora stato fatto. La più emozionata di tutte? Chi, anche da fuori, ci ha sempre messo il cuore. Chi non ha mai avuto dubbi sul reale valore del Pescara. Chi lo rappresenta, non solo per la fascia che indossa. Ersilia D’Incecco.

“Nel futsal può succedere di tutto, anche se non mi sarei mai aspettata di vedere il Città di Falconara a secco di gol. L’idea generale è forse quella di una partita perfetta, ma noi sappiamo che non è stato così: ci sono stati tanti errori che cercheremo di non ripetere e, dall’altra parte, tanti altri fattori positivi. Loro sono superiori, hanno tante nazionali e tanti talenti stranieri. Noi, oltre alle top player, abbiamo le italiane che in questo momento stanno mettendo in campo tutto. Ma ora dobbiamo fare sempre meglio, altrimenti di questa vittoria non si ricorderà più nessuno. La cosa difficile è sempre confermarsi, ma noi vogliamo farlo col contributo di tutte. A questo punto della stagione, abbiamo raggiunto un equilibrio importante e ognuna rende per quel che sa fare meglio, proprio come ha sempre cercato di trasmetterci mister Dudù”.

Una stagione a tratti lunghissima, ma che potrebbe chiudersi nel migliore dei modi. “È solo un anno, ma ne sembrano 10 – sorride -. Un po’ gli impegni, compresi Futsal WEC e Nazionale, un po’ alcune assenze importanti e un po’ la solita situazione Covid, ci hanno influenzate sia a livello mentale che fisico, ma – puntualmente – a questo punto del campionato viene fuori qualcosa in più che nasce proprio dall’indossare questa maglia, qualcosa che magari da fuori non si vede, eppure è forte in noi. È qualcosa che fa sì che entriamo in campo in 30, anche ora che non arriviamo a 14 nel gruppo squadra. Ognuno – Pescara compreso – ha avuto le proprie problematiche che ha dovuto affrontare, ora – però – abbiamo tutte la stessa mentalità vincente di Dudù, che tutti conoscono come un grandissimo giocatore e che, in qualità di tecnico, ci sta dando una grossa mano”. Terza finale consecutiva in quattro anni. La prima che Ersilia non vivrà da protagonista in campo, ma guarderà da fuori con una maglia che la squadra le ha regato a Roma. “Mi ero appena operata ed ero andata a vedere la partita. Anche se in quell’occasione non ha portato tanta fortuna, ci tengo tantissimo. “La gente come noi non molla mai” è un messaggio frequente tra le società sportiva, ma credo che in questo momento ci rappresenti tantissimo. Ci davano per finiti e invece siamo ancora qua”.

Ufficio Stampa Futsal Pescara