Nella sconfitta del Pelletterie contro la corazzata Statte, c’è una nota più che lieta ad aver illuminato la domenica della compagine toscana: l’esordio in prima squadra della giovanissima Martina Luongo. Classe ’98, portiere, Martina difende i pali della seconda squadra rosanero e la sua prima partita “con le grandi” certo non la dimenticherà facilmente! Conosciamola meglio in questa intervista.

Ciao Martina! Partiamo ovviamente dal tuo esordio in prima squadra: raccontaci le tue emozioni…

“Sicuramente le emozioni sono state così tante che quasi ancora non ci credo. Quando ho sentito il mister chiamarmi per riscaldarmi c’è stata una frazione di secondo in cui ho staccato il cervello, poi ho subito realizzato cosa stava succedendo accadendo e mi sono concentrata al massimo senza pensare a chi avessi davanti. Sono abbastanza soddisfatta della “tranquillità” che sono riuscita a tenere in campo per me stessa, ma soprattutto per la squadra anche se stavamo perdendo. Il mio obiettivo in quel momento era quello di dare il massimo per la squadra, e ripagare in qualche modo la fiducia datami dal mister Zudetich e da tutto il Cf Pelletterie. Comunque la strada è ancora lunga e ho ancora molto da imparare per crescere”.

Com’è nato il tuo amore per il futsal e per il ruolo di portiere?

“La passione per questo sport è nata quasi per gioco, da un’opportunità che mi si presentò cinque anni fa a Poggibonsi. Smisi di giocare a pallavolo e il mister dell’UPP mi propose di andare a provare qualche allenamento. A quel punto dissi a me stessa che era il momento di rimettersi in gioco, però stando in porta, di modo che potessi fare meno male possibile. Da lì decisi di continuare. Ho avuto la fortuna di avere intorno persone che hanno sempre creduto in me, che mi hanno insegnato tutto quello che so e fatta innamorare di questo sport da tutti i punti di vista. Soprattutto più vado avanti più mi innamoro del ruolo che ricopro, perché secondo me ti dà un’emozione diversa rispetto gli altri ruoli. Puoi fare la partita perfetta e poi per una disattenzione ti può crollare tutto addosso, quindi bisogna rimanere in equilibrio e cercare di sbagliare pochissimo. Ci vuole anche un po’ di pazzia”.

Qual è stato il tuo percorso in questo sport finora?

“Sono arrivata nella famiglia del Pelletterie quest’anno, con parte dello staff e della squadra del San Giusto, in cui ho giocato lo scorso anno. Prima avevo giocato per tre anni nella società UPP Poggibonsese, iniziando da un campionato UISP per poi successivamente disputare il campionato FIGC”.

Parliamo nello specifico della seconda squadra: come sta andando?

“Siamo una squadra giovane e possiamo dire che abbiamo poca esperienza rispetto ad altre squadre. Ma sicuramente non ci manca la voglia di imparare: lavoriamo sodo tutte le settimane per migliorare e cercare di colmare le lacune che abbiamo. Il nostro punto di forza, a parere mio, è quello di essere una SQUADRA sia fuori che dentro il campo, ed è una componente fondamentale che deve esserci, oltre al duro lavoro, per centrare degli obbiettivi. Ad ora, da quando è cominciato il campionato, i nostri miglioramenti si iniziano a vedere e piano piano anche a raggiungere gli scopi che ci prefissiamo”.

Martina, hai un sogno nel cassetto?

“Ne ho alcuni, ma per adesso preferisco tenerli per me, fino a che magari un giorno riuscirò a raggiungerli”.

Valentina Pochesci