In tre stagioni quanti quintetti potrà mai cambiare una squadra di futsal? Domanda retorica: tanti. Volti, talenti. Tutti passano, è naturale. Vale per chiunque, non per il Città di Falconara. O meglio, non del tutto. Le Citizens sono cresciute, è servito tempo, lavoro e soprattutto passione. Ma l’hanno fatto ragionando per quartetti d’archi, come parte di un’orchestra che ha sempre bisogno del suo direttore. Un maestro, che fuori dal campo è mister Neri ma che dentro porta il nome di Corin Pascual. Andate a controllare. Per il quarto anno consecutivo è lei il pilastro difensivo del Falco, e di strada insieme, Pascual e il Falconara, ne hanno fatta parecchia.

“Sono onorata di essere qui da quattro stagioni. C’è stata una crescita spettacolare in questi anni, onestamente non mi aspettavo che la squadra potesse migliorare così tanto. Sono contenta e orgogliosa di averne fatto parte e di continuare ad esserci ancora oggi. È un onore difendere questa maglia. La società ogni anno ha fatto grandi sforzi per cercare di rinforzarsi e sono molto felice di questo”.

Una scommessa vincente quella di Corin, che oggi può dire di aver trovato il grande amore della sua carriera: “Quello che mi ha spinto a sposare questo progetto quattro anni fa è stata la mia voglia di cambiare ambiente. Ero consapevole che mi sarei trasferita in una realtà tutta nuova e che ci sarebbero state delle incognite, però amo il rischio. Ho puntato fortemente sul Falconara anche se sapevo che non sarebbe stato facile e oggi, dopo quattro stagioni, posso dire che è stata la scelta migliore, la più bella che avessi mai potuto fare. Sono fiera e orgogliosa di aver sofferto, pianto, riso, sudato ed essermi impegnata così tanto per questo allenatore, questo staff e questa società. Dopo 4 anni ricambio ancora l’amore per il Città di Falconara e lo farò eternamente, con tutto il mio cuore”.

Parole che acquisiscono valore al cospetto della grande esperienza di Pascual, veterana del mondo del futsal. Gli anni passano ma Corin non molla di un centimetro: “Gioco a calcio a 5 da una vita. Fin da piccola ho avuto sempre questo amore per il pallone, e mi fa piacere vedere i giovani mettere l’asticella sempre più in alto. Le cose si fanno ogni anno più difficili e di conseguenza si crea una grande competizione tra noi anziane (ride ndr) e le ragazze. Essere circondata da giovani mi stimola molto, mi spinge a dare sempre il 200% di me stessa. Così continuo a non mollare mai, a lavorare sodo e mettermi sempre in discussione. Loro fanno uscire la miglior parte di me a livello competitivo: senza questa spinta non potrei fare questo lavoro”.

A proposito di lavoro, dopo la sconfitta contro il Montesilvano la squadra ha reagito immediatamente: “Non è cambiato nulla da quella sconfitta. Abbiamo continuato a lavorare prima e dopo il Montesilvano allo stesso modo. Era la prima partita e per molte ragazze è stato anche il primo approccio con la nostra squadra. Ci poteva stare avere delle difficoltà, è una sfida che ci è servita per capire i nostri errori e affrontare le altre partite con un approccio diverso”. Lavoro, lavoro, lavoro: “Il nostro punto di forza è che ci alleniamo ogni settimana con sempre più impegno, voglia, intensità, grinta e passione. Ciò che si vede la domenica è il frutto del nostro lavoro, è questo il segreto”.

Domenica al PalaBadiali arriva un avversario ostico: “La Lazio è una squadra che ha sempre messo in difficoltà chiunque, molto brava a giocare con il quinto di movimento e a sfruttare le palle inattive. Verranno qui a Falconara cercando di vincere, sarà una grande battaglia che il sostegno del nostro pubblico ci farà pesare un po’ meno! Penso che per i tifosi sarà un grandissimo spettacolo, affrontiamo una squadra molto forte con delle ragazze di una qualità incredibile. Dobbiamo restare concentrate e giocare come sappiamo dando il 200%. Solo così raggiungeremo il nostro obiettivo: i tre punti!”.

Ma la numero 7 non avrebbe dovuto essere solo il punto fermo di mister Neri. A sua volta, Pascual era stata scelta per allenare le ragazze dell’Under 19. Ma qualcosa è andato storto non per demeriti suoi o del club: “Sono molto dispiaciuta che la squadra non si sia potuta iscrivere al campionato a causa della mancanza di calciatrici. È un peccato, perché il movimento giovanile femminile deve avere continuità per poter crescere. Tengo molto alle ragazze che alleno e vedere che non possono esaudire il loro sogno è una frustrazione per me come allenatrice, un dispiacere enorme”. Ma nel suo futuro Corin vede sempre la panchina: “Comunque mi piacerebbe diventare allenatrice in futuro, è uno dei miei obiettivi e vorrei portare la mia esperienza in questo nuovo lavoro”. 

Guai però a pensare già al dopo. Il campo era e rimane la sua priorità: “Giocherò finché il mio corpo me lo permetterà! Spero che il momento del mio ritiro arrivi il più tardi possibile, perché non ho voglia di smettere. Mi sento bene fisicamente e mentalmente. Per quanto mi piace la competizione non credo proprio che smetterò per mia volontà. Spero e desidero di continuare a fare questo lavoro che amo, che è la mia passione e la mia vita, ancora per tanto tempo. Così da continuare a divertirmi e portare avanti il desiderio che avevo fin da bambina, quello di diventare calciatrice professionista”. E suonare, insieme al suo Falconara, la sinfonia più bella di questi quattro anni insieme.