Come Thelma e Louise o forse un po’ più come cane e gatto, a seconda dei momenti. Fatto sta che l’amicizia è rimasta sempre lì. In una crescita costante, lenta ma incondizionata. Valentina Siclari e Pamela Presto non sono due che si abbracciano molto, diciamolo, ma il sentimento che le lega da quando giocavano alla Pro Reggina insieme, è di quelli talmente forti che non si possono spiegare. Una “chiacchierona” e a volte musona, l’altra silenziosa (per lo più) ma sorridente. Entrambe in un continuo studio dell’avversario, diffidenti all’inizio. Strano per due calabresi, direte voi…

Due famiglie alle spalle favolose, aperte, da sempre presenti nelle vite delle rispettive figlie. E anche lì, un amore incondizionato, reciproco, tra mamme e figlie. Tra papà e figlie. Hanno iniziato insieme Pamela e Valentina. La differenza di età poi, non conta, in fondo… una dell’83, l’altra dell’89, un toro sempre supportato da una bilancia, piace pensarla cosi. Una leader silenziosa, Vale, l’altra trascinata da un carisma e una personalità forti (quantomeno in apparenza), di quelli che appartengono a un vero condottiero, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, si intende.

Fatto sta che poi il destino ci mette anche un po’ del suo… così va a finire che queste due ragazze partite da Reggio Calabria, vincono prima uno scudetto con la Pro Reggina, poi uno con la Lazio. Sono inseparabili Valentina e Pamela, litigano, si scannano, ma è un sentimento incondizionato. Di amore, di bene, di affetto, dategli il nome che preferite. La prima esperienza fuori casa è proprio con la squadra biancoceleste, con la quale vincono tutto Coppa Italia, Scudetto e Supercoppa. Condividono la casa, le serate, le amicizie. Quelle nuove e quelle vecchie. Condividono le prime chiamate in Nazionale. Dopo tre anni la Lazio però non riesce ad iscriversi nuovamente e così le strade si devono separare. Una va all’Olimpus, Vale, l’altra a Terni, Pami. Vale vince un altro scudetto, Pamela perde proprio in finale contro la sua amica, guarda un po’. Eppure la ruota gira… così succede che Vale va a Pescara mentre Pamela rimane a Terni. E stavolta vince lei.

Intanto la “vita” decide di farle ritrovare, di rimetterle insieme. E’ l’anno buono e la squadra quella giusta: il Futsal Salinis. Si ritrovano lì, di nuovo con gli scarpini da lustrare insieme. Di nuovo “mano nella mano” (per carità…). Di nuovo leader in campo e complici fuori. Entrambe con un sogno, vincere ancora. Per Reggio, per togliersi qualche sassolino, per Sissy. Poi c’è chi lo dimostra di più e chi meno, ognuna a modo suo. Di nuovo protagoniste della stagione, più che mai con l’arrivo in panchina di mister Bellarte, fondamentale. Vale segna il primo gol nella finale di andata. Pami segna il secondo gol nella finale di ritorno. A sette giorni di distanza si travestono da bomber e colorano di rosanero l’Italia del futsal.

Quattro scudetti a testa, di cui tre conquistati insieme. Orgoglio per l’Italia, orgoglio per il calcio a 5, orgoglio e mito per tutte quelle ragazzine che oggi iniziano a dare qualche calcio a un pallone. Come Thelma e Louise o forse un po’ più come cane e gatto. Ma regine indiscusse del futsal italiano.