Tra le giocatrici più forti del futsal mondiale, con sei mondiali vinti con il Brasile e un pallone d’oro nel 2013. Nel nostro Paese ha conquistato due Coppe Italia, uno Scudetto e una Supercoppa italiana. Parliamo di Luciléia Renner Minuzzo, classe ’83 che da poco ha festeggiato il suo 33esimo compleanno.

Arrivata in Italia grazie al Sinnai, dopo tre anni alla Lazio da protagonista, a giugno è stata il primo tassello ufficializzato dall’Olimpus di Daniele D’Orto. In questi giorni Lucilèia insieme alla sua connazionale Tainã Santos (passata dal Cagliari alla Ternana), ha partecipato al 2° Festival di Futsal di Santo Angelo per una festa riservata ai giovani giocatori di calcio a 5.

Lucilèia, un anno a Sinnai, tre alla Lazio. In questi 4 anni italiani quali sono stati i momenti più belli?
“Sicuramente la Coppa Italia con il Sinnai, lo Scudetto con la Lazio e il pallone d’oro”.

Hai qualche rimpianto per la stagione appena conclusa?
“Nessun rimpianto perché ho sempre cercato di fare del mio meglio. Poi è normale che non sempre il meglio può bastare per vincere qualcosa ma penso anche che, per tutti i problemi che abbiamo avuto in questa stagione, abbiamo fatto molto”.

All’ Olimpus ritroverai Daniele D’Orto che hai già avuto alla Lazio, come ti aspetti quest’anno?
“Credo sarà una stagione ancora più difficile, le squadre si sono tutte rinforzate e il campionato sarà più equilibrato e per questo ancora più bello. Con D’Orto lavoreremo ancora una volta insieme e spero di vincere con lui qualcosa di importante”.

Cosa pensi di tutte queste “straniere” che stanno arrivando in Italia? Sono sempre di più…
“L’Italia è il paese dove ci sono più straniere e questo alzerà ancora di più il livello del campionato. Spero che non salga solo il livello tecnico ma anche tattico e che crescano anche le ragazze italiane. Sarebbe bello, per noi straniere, dare un contributo non solo a livello individuale ma anche a tutto il movimento femminile”.

Una nuova avventura, obiettivi?
“Sicuramente vincere un titolo visto che negli ultimi due anni ci sono andata vicina. Ricominciare con una nuova maglia, con altre persone e con loro condividere sogni e obiettivi è una cosa che stimola ancora di più la voglia di lavorare”.

S. Cer.