Silviano Cascarini. È il primo nome che mi viene in mente pensando alla Littoriana, è normale, d’altronde ne è presidente. D’altronde con lui ho parlato e messaggiato durante questi mesi di futsal, di Serie C Lazio. E poi in queste settimane di niente. Silviano Cascarini. È il primo nome ma non l’unico, che mi viene in mente.

Divisi ma uniti. È lo slogan (banalotto) dell’Italia in quarantena, ma potrebbe esserlo – altrettanto banalmente – anche del rapporto tra Cascarini ed Enrico Grassia. Il mister non è altro che la naturale propaggine del presidente sul campo, due menti in un corpo unico. Ce lo aveva confessato lo stesso Silviano: “Il nostro è un bel gruppo e vorrei che andasse avanti sempre con Enrico Grassia: io faccio crescere lui e lui fa crescere me. Ho sempre avuto il suo supporto e molte volte non abbiamo sbagliato perché io mi sono fidato di lui dandogli carta bianca. Poi in alcuni casi è lui a chiedere consiglio a me, tra noi c’è grande sintonia”.

Un rapporto che va oltre il lavoro e la passione, ma che tingendosi di neroblu ha toccato vette importanti. La Littoriana è una società giovane, non solo al femminile, e ha trovato in Grassia il suo Superman. Portiere della squadra maschile e ds/allenatore di quella in rosa. Il triplo ruolo gli calza a pennello: “Bisogna avere tanta passione e tanta voglia di crescere – ci aveva detto il mister lo scorso ottobre -. Alla Littoriana tutto gira attorno all’amore per il futsal, nessuno ti impone niente. Se lo fai è perché ti piace. Non prendo un centesimo e non lo vorrò mai prendere. Il segreto è quello. È vero, a volte serve anche fare dei salti mortali, ma quando fai quello che ti piace non ti risulta pesante. Basta volerlo”.

 

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Che poi adesso i salti mortali siano diventati salti sul posto, poco importa. La visione di futuro di questa società – che può avere “un futuro da Serie A” – va oltre il lockdown. Va oltre anche a una sola squadra femminile, chissà, chi ha orecchie per intendere intenda. In ogni caso seduto sulla panchina della Littoriana vedremo per lungo tempo Grassia, posso metterci la penna sul fuoco. Dopo una stagione tanto positiva in Serie C Lazio (con il sogno playoff ancora vivo a 4 giornate dal termine, ripresa permettendo) è difficile pensare altrimenti.

È stata un’annata molto produttiva e soddisfacente. Siamo partiti per salvarci e a 4 giornate dalla fine siamo matematicamente fuori anche dai playout. Quindi sono molto contento, ho già fatto i complimenti alle ragazze, sono in ballo anche i playoff. Che comunque non erano l’obiettivo primario. Io sto continuando a lavorare per l’anno prossimo, per far crescere le ragazze“.

Anche perché la copertina di questo pezzo è significativa, non casuale. Prima di ogni partita il mister sta lì, in cerchio con le sue ragazze, in quello che per molti è o dovrebbe essere zona franca. Il momento della carica tra compagni prima del fischio d’inizio. E lo è, solo che Grassia ne fa parte. La Littoriana è un tutt’uno, si nutre della stessa passione dal presidente Cascarini a bomber Bellato. Passando per il capitano De Col e arrivano a quel ragazzo col berretto in testa e gli schemi sulle labbra. Impossibile distinguerli.

Per questo se penso alla Littoriana, la vedo sempre guidata da Enrico Grassia.