Il calcio – a 5 o a 11 che sia -, è fatto di scelte. Dentro e fuori dal campo. Dal ruolo alla squadra, non è facile. Alcune sono obbligate, altre ti calzano a pennello ma ti costringono a sacrificare qualcosa. Come per Sara Ottocento: di professione difensore (Ultimo). E come sacrificio? Il gol, ovvio. Poi, però, quando la palla si insacca in rete vale doppio, triplo. Un flashback eterno archiviato nella memoria. Come lo scorso sabato, Littoriana-La Coccinella, il 7-3 lo sigla proprio Ottocento: “Segnare è stata una grande soddisfazione personale, visto che sono riuscita a sbloccarmi dopo tanto tempo” – ha detto a LadyFutsal –“Poi vedere le compagne esultare con me mi ha reso doppiamente contenta. Quest’anno stiamo giocando col 3-1 ed è più difficile segnare per un centrale, ovvero il mio ruolo”.

QUESTIONE DI ESPERIENZA – La palla entra in rete, il cuore sobbalza. Alti e bassi che hanno caratterizzato anche la stagione delle pontine. Ad oggi seste in classifica a +7 dai play-out e a -5 dai play-off: “Siamo in quella posizione sia per merito che per demerito nostro: purtroppo abbiamo perso tante partite a causa dell’inesperienza. Questo nonostante il fatto che, rispetto all’anno scorso, la nostra rosa si sia arricchita di due giocatrici di grande esperienza come Cargnelutti e Mannella”.

Ma il bicchiere è più che mezzo pieno: “Noi dobbiamo ricordarci di aver iniziato come Littoriana la scorsa stagione in Serie D, e quest’anno ci siamo ritrovate catapultate in una realtà completamente diversa. Con un livello molto maggiore. Avremmo potuto gestire meglio qualche partita, questo sì, ma non ci possiamo lamentare visto che siamo a 5 punti dai play-off. Non abbiamo di certo iniziato il campionato pensando di vincerlo”.

LE AVVERSARIE – Secondo Sara Ottocento, però, solo una squadra si è rivelata veramente superiore a quella di mister Grassia: “Sin dal girone d’andata sono rimasta impressionata dal Progetto Futsal, lo conferma la classifica. È una squadra di alto livello. Il loro allenatore (David Calabria, ndr) è molto preparato e ho notato che, in partita, pur cambiano le giocatrici il valore della squadra restava invariato. Questo significa che il gruppo è stato costruito ad hoc per salire in A2. Tutte le altre invece sono alla nostra portata, con loro abbiamo ottenuto spesso dei risultati positivi”. Non era facile aspettarsi una Littoriana così competitiva: “Io vengo dal calcio a 11, e ho voluto accettare questa sfida con l’incognita che la Serie C fosse un campionato troppo difficile per noi. E invece siamo qui”.

SCELTE AZZECCATE – Il percorso sportivo della 19 neroblu ha radici profonde: “Ho iniziato a giocare a calcio a 11 all’età di 6 anni. Sono cresciuta molto. Questo sport mi ha dato e insegnato tanto anche a livello personale, oltre ad avermi portato tante amicizie. Poi io giocavo col Latina Calcio e purtroppo è fallito. Quindi mi sono trovata dinnanzi a una scelta: andare lontano da Latina per giocare, o trovarmi un’altra realtà“. Non è andata male: “Sono venuta a conoscenza dell’idea del presidente Cascarini di formare una squadra di calcio a 5, ed è andata così. Se mi sono pentita? Assolutamente no. Sono contenta in primis del gruppo, ci siamo sempre l’una per l’altra. Poi sono felice per la crescita collettiva che stiamo mostrano sul campo”. Il calcio è fatto di scelte. Sara Ottocento le ha fatte tutte giuste.