Una gara 2 dove i protagonisti indiscussi sono stati i tifosi, gli unici in grado di render piacevole un match che di entusiasmante ha avuto ben poco. Sarà la consapevolezza di giocarsi una stagione intera, la paura di sbagliare, ma il match si è giocato per lo più al centro del campo e le due squadre non hanno tirato di certo indietro la gamba. Ma nella seconda frazione il Salinis ha cambiato lo spartito: da allora è stato dominio assoluto. Prima Rozo, poi Presto e lo Scudetto è in direzione Puglia, Margherita di Savoia per la precisione. A poco vale il gol di Cortes nel finale.

Taty – Tanto per cambiare la migliore in campo, non tanto perché è l’unica veramente in grado di infuocare il Pala SantaFilomena, ma soprattutto è in ogni azione della partita: che sia offensiva o di ripiegamento. Con la solita classe corre, imposta ed ispira le compagne che si affidano a lei come se avesse le chiavi del palazzetto. Vale da sola il prezzo del biglietto. Oscar alla regia per lei.

Rozo – La decide lei e forse è anche giusto così perchè, seppur silenziosa, è un continuo moto perpetuo tra difesa ed attacco. Stoppa le avversarie e riparte in contropedie con cattiveria ed il carisma di una veterana, a dispetto della sua giovane età. Nel gol che sblocca la partita c’è tutto: tempismo, potenza e classe. Leader silenzioso.

Rafa Dal’Maz – Un po’ di imprecisione ma che tigna la giocatrice brasiliana. Fa a sportellate per tutta la partita, andando anche vicina al gol nella prima frazione. Si dimostra una continua spina nel fianco per la retroguardia abruzzese che fatica di fronte alla sua fisicità. Non riesce ad iscriversi sul tabellino dei marcatori ma quando c’è lei il pensiero è solo uno: “Palla alla Dal’Maz e ci abbracciamo!”. Pivot.

Sestari – La migliore in campo delle sue. Si oppone in tutti i modi ai fendenti avversari, smanacciando in più di un’occasione e può poco sulla conclusione di Rozo. Se il il passivo è di un solo gol il Montesilvano lo deve a lei. Avrebbe meritato, forse, qualcosina in più. Ma festeggia alla grande la prima convocazione in Nazionale. Protagonista incolpevole.

Marco De Santis