Il cammino della Lazio, verso la riconferma dello scudetto Under 19 femminile, si è interrotto bruscamente in semifinale contro il Florida. La lotteria dei tiri di rigore, stavolta, ha sbarrato la strada alle aquilotte, lasciando profondo rammarico nel team capitolino. “Mi ha toccata talmente tanto, che ho cominciato a piangere in campo quando la partita doveva ancora finire”, esordisce Sabrina Corsi.

FINAL EIGHT – L’estremo difensore, infatti, riponeva parecchie aspettative nella campagna tricolore biancoceleste: “Ero sicura che la nostra fosse una squadra in grado di portare questo titolo a Roma – ammette -. Non ci abbiamo creduto fino in fondo, evidentemente, altrimenti il trofeo starebbe qui a casa nostra”. L’esito avverso della kermesse, tuttavia, non ha lasciato del tutto l’amaro in bocca nella classe 2002: “Ne sono rimasta abbastanza soddisfatta per il semplice fatto che abbiamo vissuto una ‘finale anticipata’ – evidenzia -. Tanti episodi non ci hanno arriso, ma, ogni anno, la corsa allo scudetto regala sempre emozioni diverse; semplicemente, doveva andare così”.

PROGRESSI – Nonostante la stagione 2020-21 non abbia portato alcun alloro, Corsi ha comunque compiuto notevoli passi da gigante nel suo percorso di crescita: “Sono migliorata tanto, soprattutto a livello mentale – sottolinea -. Ho messo qualche tassello a posto e, di questo, ne ho beneficiato tanto”. La promettente giocatrice, inoltre, ha avuto modo di rubare con gli occhi, tra una seduta e l’altra, dalle esperte colleghe di reparto: “Mi sono allenata un anno intero, compresa l’Immacolata, Santo Stefano e il 31 dicembre, al fianco di persone come Tirelli e Mascia – afferma -. Arianna la vedo come una sorella, che seguo e ascolto in tutto ciò che fa; Marika, invece, la sento più come una mamma protettiva, che mi dice sempre cose a fin di crescita”.

IL BILANCIO – Il portiere, durante l’arco dell’annata, è stato parte integrante della rosa della prima squadra. “Ho potuto giocare insieme ad Alessia Grieco, un’amica dentro e fuori dal campo, Cecilia Barca e tante altre compagne”, prosegue Corsi, che ricorda con orgoglio il debutto in Serie A contro il Bisceglie: “Pensavo che l’esordio non arrivasse mai – sostiene -, visto che questo è soltanto il mio primo anno nel main roster. Chilelli, l’8 novembre, ha chiesto il cambio e mi ha fatta entrare, anche se per quattro minuti; non credevo che l’ansia sarebbe salita tanto, ma va bene così: la strada era ed è ancora molto lunga”. La Lazio, ora, è attesa all’ultimo sforzo della stagione, che, domenica 6 giugno, la vedrà impegnata, al cospetto del Trastevere, nella finale del campionato d’Eccellenza. “Abbiamo avuto modo di dimostrare le nostre qualità anche nel calcio – aggiunge -. È stata un’avventura, un divertimento che ci è servito e ci ha fatto arrivare lontane”. La giovane calcettista, in ogni caso, non dimenticherà tanto facilmente l’esperienza maturata sui campi 105×68: “Non mi mancava affatto farmi 90’ sotto la pioggia”, conclude.

Alessandro Cappellacci