Mezzogiorno di fuoco, quello di sabato 7 maggio a Fiano Romano. La Lazio, sconfitta 4-1 all’andata, è chiamata a ribaltare il triplo svantaggio sull’Italcave Real Statte – a meno di equilibrio nel punteggio al termine degli eventuali tempi supplementari che premierebbe il roster di Daniele Chilelli in virtù del miglior piazzamento ottenuto in regular season – se vorrà approdare in semifinale contro una tra Pescara e Granzette.

STATTE – “La chiave è sempre quella di giocare da Lazio – premette Neka -, di puntare sulla forza del gruppo. Non siamo riusciti a interpretare bene l’andata, e in una formula dei quarti, dove se sbagli una partita puoi finire la stagione, è una cosa che pesa”. Alle capitoline servirà ben altra prestazione, dunque, per scalare lo scoglio ionico. “Abbiamo giocato forse il peggior incontro di quest’anno – prosegue -, adesso dobbiamo recuperare a qualsiasi costo. Non ci siamo fatte trovare pronte come gruppo, abbiamo interpretato male la gara e dovevamo essere più concrete: basta vedere le occasioni mancate e il tabellino in generale”. Le aquilotte, perciò, non dovranno affatto risparmiarsi di fronte al pubblico amico. “Per sabato non possiamo fare calcoli – afferma -, dobbiamo giocarci il tutto per tutto. Quest’annata non può e non deve finire per una sola partita sbagliata”.

LAZIO – Al netto del risultato che uscirà fuori dal quarto di ritorno, Neka è comunque soddisfatta dell’annata del club biancoceleste: “La definirei storica – dichiara -, perché ha raggiunto il miglior piazzamento. Ma la Lazio merita di alzare un trofeo: se non ogni anno, spesso”. L’italo-brasiliana, dal canto suo, indossa con orgoglio la casacca delle romane: “È una maglia importante e storica – chiosa -, con a capo la famiglia Chilelli che dà tutto per questo nome e per questi colori. Meritano un trofeo – ribadisce – e sabato dobbiamo fare in modo di raggiungere la semifinale, perché sarebbe un altro obiettivo storico raggiunto. Lo meritano questa realtà e questo nome”. La Lazio chiamò.

Alessandro Cappellacci