Il Coronavirus ha cambiato le nostre vite. Che tu sia giocatore (o giocatrice) o un tecnico, poco importa; questo virus ha impattato sulle nostre vite e ancora tanto influirà sulla nostra quotidianità.
Questo è il parere di mister Massimiliano Bellarte. Lo abbiamo raggiunto per aver la sua opinione sulla situazione che stiamo vivendo. Ecco come è “cambiata” la sua vita a seguito del Covid-19, dal futsal alle faccende domestiche…
Da Mister e da padre, secondo te quale deve essere la priorità in questo momento?
“È naturale che nel periodo che stiamo vivendo la priorità sia mio figlio. Ma questo è strettamente correlato con il fatto che il futsal è il mio lavoro. Quindi preoccuparmi con il futuro di questo sport è legittimo, così come essere interessato alla tutela degli attori di questo sport, che necessariamente dovrebbe essere migliorata, in ogni senso. Quindi, così come in ogni cosa della vita, le priorità non dovrebbero farti perdere di vista tutte le altre cose, che permettono alle priorità di esistere”
Come si vive lontano dal futsal?
“Il futsal è uno sport di invasione, quindi naturalmente da lontano si vive male. Ecco, si può dire che ci si prepari per viverlo di nuovo, così come tutti dovrebbero fare. I giocatori lo fanno allenandosi, gli allenatori migliorando le loro conoscenze, i dirigenti trovando idee e misure per migliorare il futsal nella sua interezza, organizzativa e di espressione, che tuteli l’essenza dello sport e coloro che la sposano, che ne fanno passione e ragione di vita”
Hai una compagna, Nanà, che vive anche lei lontana dal futsal in questo momento. Come è fatta la vostra quotidianità e cosa è cambiato a seguito dell’emergenza Covid-19?
“Adesso che siamo reclusi, tutti, forse ancora non ci rendiamo conto veramente di come cambierà la nostra vita a seguito del Covid. Fra l’altro ho il pensiero che necessariamente dovremo imparare a conviverci, senza limitare la vita, altrimenti la vita stessa non avrebbe senso. Nanà è una giocatrice, si prepara allenandosi tutti i giorni, due volte al giorno. Per fare questo ha dovuto schiavizzarmi per impiegarmi nelle faccende domestiche… Io, invece, posso prepararmi anche leggendo o guardando un video”.