L’Italia è ferma, così come lo sport e quindi il mondo del futsal. In casa Royal Team, alcune ragazze sono rimaste a Lamezia, tra cui Laura Gresia, che ci ha raccontato come stanno vivendo la situazione lei e le sue compagne.

“La situazione nella quale ci troviamo è per tutti difficile, direi quasi surreale”, dice Laura. “Una situazione in cui ci si trova inevitabilmente e inaspettatamente a fare i conti con la nostra forza interiore, messa alla prova da un mostro invisibile di cui solo conosciamo il nome. L’unica, ma aggiungerei considerevole, nota “positiva” è che quando usciremo da tutto questo ognuno di noi avrà ricevuto degli insegnamenti significativi e ne uscirà cambiato, sicuramente più forte”.

“Molte ragazze, una volta appresa e metabolizzata la notizia dello stop alle attività sportive, sono rientrate a casa, mentre altre, come me, sono rimaste qui a Lamezia aspettando notizie ufficiali sulla ripresa o meno delle attività. Siamo tuttavia consapevoli che un ritorno in campo sarà cosa difficile, ma anche giusta considerando le difficoltà attuali e le molteplici future”. C’è una quotidianità del tutto diversa con cui destreggiarsi, l’importante è tenersi impegnati: “Le giornate sono dure, scorrono lentamente, ma tra alti e bassi cerchiamo nonostante tutto di riempirle. Seguiamo un programma di esercizi da poter svolgere a casa, comunque limitante nel caso di riapertura dei campionati… Inoltre giochiamo a ping-pong, a carte, ci dilettiamo con giochi da tavola, cerchiamo cioè di divertirci con quello che abbiamo a disposizione. Tentiamo inoltre di metterci alla prova in cucina, sperimentando ciò che abbiamo sempre visto fare dalle nostre nonne e dalle nostre mamme. In questo tenerci aggrappati ai più o meno lontani ricordi familiari, possiamo riconoscere la grande possibilità che la tecnologia ci ha dato, cioè la sua capacità di mantenerci vicino alle nostre famiglie e amicizie, ai nostri affetti, nonché alle compagne di squadra con le quali riusciamo a tenerci in costante contatto”.

Laura torna infine a parlare di quel “mostro invisibile”, così come l’ha soprannominato, e lo fa con bellissime parole: “C’è un pensiero infine che sta prendendo piede nella mia testa. Siamo a pochi (vedremo quanto pochi) minuti dal fischio d’inizio di una partita nuova, diversa e inaspettata. È la partita della vita, quella più importante, quella che vinceremo singolarmente, ma anche e soprattutto tutti insieme. Perché è soprattutto questo che ci sta insegnando il mostro invisibile: che ne potremo uscire vincitori solo se, come nelle migliori squadre, ci renderemo consapevoli del vero significato di essere un gruppo; nessuno escluso, tutti ugualmente e responsabilmente partecipi. In questa nuova partita che il mondo ci ha imposto di giocare siamo però tutti alla pari, tutti novellini, reclute, dilettanti… debuttanti. Nessuno a cui rivolgersi per appellarsi alla sua esperienza, nessuno a cui riversare la propria. Giorno dopo giorno, insieme, consapevoli dell’imprescindibilità e importanza di ognuno di noi”.

Valentina Pochesci