Lei è Paola Ceglie e, oltre ad essere il capitano del Progetto Futsal, è in prima linea, come medico, nella lotta al Coronavirus.

In ospedale, come in campo, combatte Paola cercando di essere più utile possibile ad una causa che vogliamo e dobbiamo vincere.

Come stai vivendo questo momento di emergenza sanitaria nella tua quotidianità?
“Sto lavorando in automedica con più turni rispetto normalità… Per il resto del tempo rimango a casa, neanche a dirsi manca la normale quotidianità, dalla squadra alla semplice cena con gli amici o con la famiglia”
Sei impegnata nel Pronto soccorso. Hai visto con i tuoi occhi quello che il Covid-19 può fare?
“In extraterritoriale noi non abbiamo quasi mai la certezza che i pazienti siano Covid positivi, abbiamo il sospetto ma poi il tampone viene effettuato in ospedale, chiaramente abbiamo avuto più di un caso da gestire”
Quali sono i maggiori pericoli?
“Credo che ormai si parli solo di questo in tutti i media, comunque, chiaramente, il vero problema di questo virus è la grave insufficienza respiratoria acuta, causata dalla polmonite interstiziale, ovviamente nei pazienti con più comorbidità diventa tutto più difficile e questo è vero per qualsiasi infezione”
Che consiglio dai alle persone?
“La situazione è critica, non è semplice rimanere chiusi in casa, con restrizioni importanti, ma purtroppo non abbiamo scelta… Quello che mi sento di consigliare è di non pensare continuamente a quello che non si può fare ma cercare di sfruttare questo momento per fare tutto quello che, in genere, non riusciamo a fare a causa dei ritmi quotidiani. Cerchiamo di rimanere positivi ma soprattutto umani, senza farci prendere da psicosi e nervosismi verso chi ci sta attorno, conoscenti o meno, rispettando le norme imposte riusciremo ad uscirne. Ultima cosa, non per importanza, che mi sento in obbligo di raccomandare è di non credere a tutto quello che viene detto: bisogna accertarsi sempre delle notizie e soprattutto delle fonti! Di fake news ne stanno uscendo tante e molte aumentano solo la paura e questo non è mai positivo!”