La “zona rossa” fa paura. Tanto a chi la vive quanto a chi è in una zona relativamente “tranquilla”, se così si può dire, per quanto concerne il Coronavirus e vede i propri cari chiusi nella morsa di una di quelle aree ritenute altamente pericolose per via del contagio.

Abbiamo contattato Teresa Saraniti, pivot del New Team Noci, per parlare del momento che sta vivendo e le sue emozioni ci hanno colpito al cuore. Il pensiero della giocatrice è alla sua Agira, in Sicilia, dove la famiglia e le persone alle quali tiene maggiormente vivono un momento di particolare attenzione…

Come state voi del Noci e cosa sperate per il campionato?
“Per il campionato penso non ci sia più modo per ripartire. La situazione è abbastanza delicata. Credo che per quest’anno sia arrivato al termine. Prima bisogna recuperare da questa situazione e poi si vedrà. Noi eravamo nella nostra fase di risalita, dopo un girone di andata un pochettino deludente e poi… Ci si è messo il Coronavirus. Non possiamo dire di non essere soddisfatte come squadra per quanto fatto nell’arco del campionato”
A livello di salute e anche persone, quali sono le maggiori preoccupazioni?
“La preoccupazione principale è la paura di beccarsi il virus. Fortunatamente, qui a Noci di casi ce ne sono stati pochi. Io qui sto tranquilla. La mia preoccupazione è in Sicilia, alla mia famiglia, dove la situazione è molto più delicata di qua”
Cosa ti preoccupa maggiormente?
“Della Sicilia mi preoccupa tutta la situazione. Come zona, dopo Milano è molto a rischio soprattutto il mio paese, Agira, che è in zona rossa. Ogni giorno ci sono sempre più casi, quindi la mia testa va al pericolo, ai pericoli che corre la mia famiglia”.