Un addio di quelli difficili, dopo tante gioie e tante avventure vissute insieme. E’ quello di mister Ragona che non sarà più sulla panchina del Lamezia.

Un pensiero maturato qualche giorno prima dell’addio, una scelta che non ha nulla a che fare con il gruppo, con delle ragazze che hanno sempre dato tutto al proprio tecnico.

Come mai la decisione di lasciare la panchina del Lamezia, quindi una squadra che tu stesso è riuscito a portare in Serie A?

“E’ stata una decisione sofferta, non nata sull’istinto ma ragionata da un po’ di giorni, senza far capire nulla alle ragazze che andavano caricate al massimo. Io ho tentato in tutti i modi di stringere il gap tra la nostra squadra e le altre e devo dire di non esserci riuscito. A discolpa di una rosa fatta di ragazze giovani, di Serie A2, con sole tre veterane; era difficile aggregare il gruppo avendo cambiato dieci giocatrici su dodici. Quando ho visto che nonostante gli sforzi fatti non vi erano miglioramenti sostanziali, ho pensato fosse meglio fare così per il bene della Società”

Davanti alla tua decisione di dimetterti, quali sono state le reazioni della Società?

“Dovresti girare a loro questa domanda. Io avevo fatto sapere che la mia decisione era irrevocabile e la Società ne ha preso atto. Il giorno dopo ci siamo sentiti solo per espletare i documenti formali e basta”

Sai già chi sarà il nuovo allenatore?

“Non ne conosco il nome. Posso parlare benissimo del mio staff, di come si è lavorato, al di là dei risultati ottenuti. C’era un grandissimo rapporto tra noi, la squadra, i tifosi, gli ultras, al di là del raggiungimento dei risultati… Magari per nostra incapacità, magari perché la squadra doveva essere puntellata. Ci siamo resi conto che le rose delle altre squadre erano notevoli. Quello che posso dire, spero che chiunque sia la persona che prenderà le redini della squadra, mi auguro prosegua sulla scia di lavorare per una squadra aggressiva che tenti di giocarsela senza aspettare l’avversario. Questa è una mia visione di futsal che nulla centra con le decisioni della Società”

Cosa porterai sempre con te, quali ricordi di questa esperienza da allenatore del Lamezia?

“Un’esperienza favolosa e irripetibile. Al primo anno di femminile, trovarsi in A2 e vincere un campionato difficilissimo, con una squadra che, probabilmente, non era la più forte ma rientrava tra le prime quattro del girone; nonostante ciò abbiamo vinto, facendo delle strisce positive, perdendo due partite in tutta la stagione, tre con la Coppa. Due cavalcate in una. Ricorderò gli attestati di stima ed affetto delle ragazze, un gruppo bellissimo, mi sono divertito troppo, come mai nella mia breve carriera. Porterò con me il loro calore, quello degli ultras, quello del pubblico di Lamezia, di chi ha saputo giudicarmi in modo positivo per il mio essere uomo. Il Lamezia nel cuore per sempre”.