Partita dagli schemi bloccati, a tratti non bella da vedere. La fisicità la fa da padrona, a scapito di eleganza e classe. Ma di qualità, in campo e fuori, ce ne è davvero tanta. Ci sarebbe piaciuto assistere ad una gara più aperta ma ci sta. Nel finale la partita si sblocca e tanto basta per arroventare l’ambiente…

Qui Montesilvano. Sestari ci mette una pezza di continuo; respinge tiri, pallonetti, mosche, zanzare e calabroni, insomma, da lei non si passa. Le ripartenze di Amparo, Gayardo, Borges e Guidotti danno aria a tutta la manovra. Ma in campo sembra mancare qualcosa capace di spingere la formazione di casa oltre l’ostacolo, un “quid”. Cortes, che aveva provato ad inizio ripresa a fare breccia nella retroguardia rosanero con un tiro dalla distanza, riaccende le speranze nel finale, col portiere di movimento, insaccando la rete dell’1-2 a 32” dal termine e sempre lei calcia sull’esterno della rete a 8” dal termine.

Qui Salinis. A proposito di ostacoli: la fisicità di Pato e Taty è un vero e proprio muro per il Montesilvano. La numero 99 della formazione rosanero si conferma, come all’andata, un elemento duttile e creativo, in una parola “indispensabile” in ogni parte del campo, soprattutto in attacco. Nella ripresa gli inserimenti centrali di Maite e Pato colgono impreparate le avversarie; è solo merito di Sestari se la porta resta inviolata. Il Salinis gioca compatto e questo gli consente di controllare per larghi tratti la manovra. Pato la sblocca con un tiro di controbalzo che fulmina una incolpevole Sestari, azione da manuale del Sanilis con la palla che viene scambiata di prima da tre giocatrici. Il raddoppio firmato da Presto abbassa la saracinesca sul match.

La cosa più bella. I tifosi del Salinis e del Montesilvano. La marea rosanero è grande. I due pullman di supporters del club pugliese che arrivano al Pala Santa Filomena si fanno sentire dall’inizio alla fine del match. “Vinceremo, vinceremo, vinceremo il tricolor”, il grido che rimbomba da inizio a fine match dal lato destro della tribuna. Sul lato sinistro è invece implacabile il tamburo che accompagna la manovra del Montesilvano, come a scandirne ogni momento.

I grandi assenti. I cartellini gialli, questi sconosciuti. Trattenute, falli con evidente disinteressamento del pallone o a palla lontana. Ce ne è per tutti i gusti. Poi, al 10′, quando meno te lo aspetti, arriva il primo a punire il fallo (e, forse, le proteste) di Pato.

(foto Libralato / Divisione Calcio a 5)