Family affair. Chiedete della famiglia Incelli, a Frosinone. La vedrete palleggiare vestita di gialloblu o al limite color bianco-granata, sarà rimasta qualche maglia della fu Bellator Ferentum nell’armadio. Ma questa è solo estetica. Conta l’essenza, al di là del nome. Che comunque è ben rappresentativo: Frosinone Futsal Femminile. Una creatura nata nel 2014 dalla mente e dal cuore delle famiglie Cialone e Incelli. Oggi parliamo di quest’ultimi, avrete capito.

Padre, madre e figlia. Rispettivamente dirigenti (Orvinio e Donatella) e capitano (Mara), mica poca roba. Una grande storia che nasce dalla passione di una bambina: “Mia figlia da piccola adorava giocare a pallone, ma io non volevoci ha detto Donatella Iori -. La mandavo a danza e lei piangeva (ride, ndr). Poi abbiamo provato col Basket, però Mara continuava a giocare a calcio al campetto con i ragazzi e tante persone venivano a dirmi quanto fosse brava. Quindi siamo entrati in questo mondo e da quel momento anche io mi sono innamorata del futsal. Dopo diversi anni abbiamo creato questa società, oggi Frosinone. È diventata una passione a tempo pieno”.

E negli anni il Frosinone (ex Bellatur Ferentum) ha scalato rapidamente le vette di questo sport, dalle Serie C alla Serie A Élite. Vittorie, sorrisi. E problemi. A volte l’amore per il futsal non basta: “Quelli di Serie A sono stati due anni bellissimi ma molto dispendiosi economicamente – continua Donatella –. Quando siamo retrocessi ho pensato di dire basta, ma mio marito (Orvinio Incelli, ndr) mi ha convinta ad andare avanti, voleva estirpare tutti i debiti: ce l’abbiamo fatta. Però i costi restano alti…”. La Serie A2 non è uno scherzo. Nel bilancio come sul parquet, lo sa bene Mara Incelli.

Leader di uno spogliatoio ristretto, e per questo cementato. Che ha fatto dell’affiatamento la sua forza e che soffre nella quarantena. Il Frosinone ha costruito un inciampo alla volta – peccati di gioventù – una stagione alla ricerca della salvezza. C’era quasi riuscito, prima dello stop. Le ciociare si sono fermate in zona playout a -1 dal Real Praeneste. Ma avevano trovato equilibrio, linfa vitale nelle difficoltà. La sensazione è che quella capitanata da Incelli fosse una squadra pronta a prendersi la permanenza diretta in Serie A2: “Io sono tranquilla, la squadra è giovane e si diverte”, così parlava Mara prima della sfida alla FB5. Poi vinta 4-0.

Perché bisogna sentirselo a pelle, il Frosinone. La famiglia Incelli ormai ne conosce ogni sfaccettatura: “Mio padre è vice-presidente, mia madre dirigente. Si può dire che questa squadra l’abbiamo fatta nascere noi (ride, ndr). E la sento mia, è la mia squadra: mi piacerebbe diventarne una bandiera alla Totti, o alla Del Piero. Dubbi? Pochi. Finché gli Incelli resteranno a Frosinone, le gialloblu saranno in buone mani. D’altronde questa società è un family affair.