Qualcuno lo diceva da settimane ma si sa, la scaramanzia in questi casi è più che d’obbligo. Ma oggi, a cinque giornate dalla fine, finalmente è accaduto. Il cielo è rosanero sopra Firenze. Perché il CF Pelletterie non solo vince 2-0 contro un Perugia in formato super, ma approfitta anche della sconfitta del Chiaravalle (secondo) sul campo del Granzette. Conquistando così una storica promozione in Serie A. Lo ammettiamo, noi di Lady Futsal un po’ lo immaginavamo. Senza tirarla a nessuno, ma poteva essere uno scenario verosimile. Come poi è stato. Abbiamo seguito questa squadra fin dal campionato regionale. L’abbiamo vista vincere e arrivare in serie A2. Per due anni essere protagonista in un campionato nazionale prima centrando i playoff (lo scorso anno), poi vincendo con cinque giornate di anticipo il proprio girone.

Una storia che fa emozionare, come le lacrime trattenute di Giulia Teggi a fine partita, una che c’ha messo il cuore per due anni, al CF. Oppure come le parole negli ultimi minuti di telecronaca, di Giulio Ottaviani, da sei anni cuore pulsante della squadra toscana. Dirigente tuttofare ma soprattutto amico. Questa squadra ci ha messo sempre il cuore, affrontando un girone non facile e partendo con i favori dei pronostici, che non sempre sono d’aiuto, anzi. L’unico neo di una stagione praticamente perfetta l’uscita dalla Coppa Italia, per mano, guarda un po’ il caso, dello stesso Granzette che oggi gli ha consegnato le chiavi della Serie A. Gli incroci del destino non sempre si capiscono, ma spesso neanche serve.

E un plauso va a questa società, partendo dal suo presidente Beniero Fanfani, uno che ci ha sempre messo passione, voglia e testa. Perché un progetto si fa sempre e solo con intelligenza. Il prossimo anno, e ora possiamo urlarlo, il CF Pelletterie si giocherà la Serie A. Come andrà non possiamo saperlo ma oggi non importa. Oggi ci si gode la festa, il finale. Quello di un percorso intenso e mai scemato, un cammino che ha regalato soddisfazioni e sorrisi. Fino a quello più grande, con la A maiuscola. Complimenti!

Serena Cerracchio