Il Brasil Sport Club prende sempre più forma. La società gialloverde, infatti, si è assicurata i primi quattro rinforzi per il roster della Serie D che verrà. “Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a Mica, Kobal, Alexander e Laqueesha”, esordisce Maria Pereira.

FUTSALMERCATO – Le giocatrici sono state ingaggiate dopo una meticolosa selezione svolta in collaborazione con Marcia Sedoc. “Io mi sono occupata dell’intermediazione di Mica e Kobal – spiega la numero uno del club -, entrambe provenienti da San Paolo, avvalendomi delle nostre due sedi in Brasile. La vicepresidente, invece, si è adoperata per concludere gli accordi con le olandesi Alexander e Laqueesha, originarie di Amsterdam, la prima, e del Suriname, la seconda”. Pereira confida molto nelle qualità delle quattro calcettiste: “Ritengo che gli ultimi innesti vadano a migliorare sensibilmente il valore della squadra – sostiene -. Si tratta di atlete dalla grande esperienza, maturata tra calcio e futsal: alcune di loro, infatti, hanno militato al Maccabi e all’Inter Academy Brasil, oltre ad aver vinto diverse competizioni”. La prima tifosa gialloverde, perciò, non vede l’ora di osservarle all’opera: “Sarà un piacere ogni volta che scenderanno in campo – afferma -. Ci porteranno tanta tecnica, determinazione e, soprattutto, la ginga”.

LA SQUADRA – La presidentessa, poi, si sofferma sulla compagine impegnata nel campionato CSI: “Sono soddisfatta nel constatare i progressi compiuti dalle ragazze – evidenzia -. Il gruppo si sta impegnando tantissimo e gli auguro di continuare su questa squadra”. Il Brasil Sport Club, inoltre, sarà attivo per buona parte dell’estate. “Proseguiremo l’attività sportiva fino a metà luglio – aggiunge -. L’intenzione è quella di prendere parte a 2-3 tornei contemporaneamente”. Pereira assicura che il suo team arriverà più che pronto alla Serie D targata 2021-22: “Il nostro è un progetto ambizioso – chiosa -. Questa squadra, rafforzata da altri innesti, partirà con tutti i migliori presupposti per far bene già dalla prima stagione”. Molto, ancora, bolle in pentola.

Alessandro Cappellacci