Quello che colpisce ogni volta che senti a telefono Sara Iturriaga è il suo sorriso, la sua gioia. L’energia che questa giocatrice, che questa donna, ha sempre dimostrato di possedere sono un bene prezioso per il futsal e per chi le sta vicino.

Proprio la sua naturale allegria sarà di grande aiuto al Granzette per superare questo momento, anche se dietro quel sorriso ci sono le preoccupazioni di tutti. Ancor più quelle di una ragazza lontana dai suoi cari, che sono in Spagna, un paese che sta affrontando l’epidemia con le difficoltà del caso. “La situazione è di due settimane indietro rispetto all’Italia… – racconta Sara – E poi politicamente penso sia un casino, perché se non c’è unione allora chi perde è la società”.

La speranza è che questo brutto film finisca presto e che si arrivi il prima possibile a riabbracciarsi, con l’affetto di chi sa di aver avuto la meglio su una situazione tanto disastrosa.

Al Granzette come state vivendo questo momento?
“Immagina, prime in classifica, con il rientro pronto della nostra super Alessia Longato, ricaricate di energia dopo essere uscite della Coppa… Lo stiamo vivendo con ‘delusione’ perché sarebbe potuto arrivare un gran successo però la salute va messa prima di tutto e deve continuare ad essere cosi. Noi continuiamo ad allenarci a casa, facciamo video-allenamenti insieme e, per fortuna, il CONI Rovigo ed il Comune si stanno già muovendo per essere di supporto alle Società e per dare strumenti per affrontare le conseguenze di questo momento difficile. Spero ed auguro alla mia Società di riprendersi, come a tutte le altre, anche se sarà un rientro (quando ci sarà) difficilissimo, con delle difficoltà nuove: chissà se gli sponsor saranno ancora nella condizione di investire nella nostra Polisportiva, chissà se e come la Federazione e la Divisione Calcio a 5 potranno aiutare le società… Non si sa nulla e questo è un grosso limite per poter programmare e pianificare sia il presente che il futuro. È per questo che spero davvero che quando sarà il momento sapremo tutti tirar fuori ancora di più da ognuno di noi”
Che effetto ti fa vedere e sapere dell’epidemia anche in Spagna?
“Quando è arrivata in Italia, i miei amici e famigliari erano super preoccupati, tanti messaggi e chiamate e io auguravo solamente loro di non arrivare ad avere i nostri numeri. Purtroppo però ci hanno superato e questo mi fa pensare che ‘tutto sembra lontano fino che non ti tocca’ e che nessuno ha saputo prevenire tutto questo, né l’Italia, né la Spagna, pur avendo un esempio culturale molto vicino a loro”
In Spagna la situazione qual è?
“Non seguo molto la Tv o i giornali ma sento i miei famigliari e gli amici e mi è sembrata più caotica, perché ci sono state tante persone contagiate tra quelle che conosco, cosa che in Italia per fortuna non è avvenuta”
Sei preoccupata per i tuoi cari?
“No, loro stanno bene, rispettano le regole e sanno adattarsi ai cambiamenti. La preoccupazione c’è stata con una mia zia che è stata male a casa con il virus ma lo ha superato e questo mi ha reso molto felice. Sono dispiaciuta perché non possono fare le cose che vorrebbero in questo periodo: mio papà ha l’orto, mamma ama andare a funghi, mia sorella con i nipoti fuori… Cose così ma la preoccupazione va al pensiero che tante persone stanno attraversando un momento di grande tristezza e difficoltà e non mi piace. Sembra un film nel quale non vedi l’ora che arrivi il finale con tutti che sorridono e si abbracciano, ma nel bel mezzo del film non sai cosa accadrà il minuto dopo”.