Vederla fuori dal futsal giocato farà strano a molti non solo a lei. Giulia Lisi ha deciso: non scenderà più in campo, se non per preparare gli atleti a dare il meglio.
Da oggi, tra emozione e nostalgia, questo sarà il suo compito. Con la testa a chi ha fatto lo stesso con lei…
Ma è vero che hai deciso di lasciare il futsal giocato?
“Sì decisione sofferta ma d’obbligo per quanto mi riguarda. Le ragioni sono diverse e in parte anche fisiche, per questo ho deciso di dedicare tutte le energie in ambito lavorativo”
Cosa ti mancherà di più del campo?
“Le emozioni… Belle e brutte, da come ti prepari ad un allenamento a un pre-gara, all’affrontare una sconfitta o sentirsi invincibili dopo la vittoria più importante. Starne senza è indescrivibile dopo che hai respirato questo per 23 anni”
Quale partita, quale battaglia resterà sempre impressa nella tua mente?
“Ce n’è più di una e non sempre si tratta di vittorie. Ma la Supercoppa con l’Olimpus è certamente sul podio. Per una serie di motivi, una rivincita personale un obiettivo stagionale e le persone con cui l’ho condiviso”
Quanto ti mancherà la maglia azzurra?
“Indossare la maglia azzurra è stata un’esperienza importante, lotti per qualcosa di più grande e farne parte, anche se per poco, è stato motivo di orgoglio. Mi mancherà la sensazione della conquista, sia in azzurro che in club, porsi degli obiettivi, renderli raggiungibili credo sia il motore di uno sportivo, spero di portarmi questa spinta anche in un’altra veste”
Stai lavorando molto e collaborando con diverse realtà del calcio a 5 e non solo nell’ambito della preparazione atletico-sportiva. È questa la strada che hai scelto per il tuo futuro? Possiamo attenderci sorprese?
“Sono stata fortunata perché da giocatrice ho potuto lavorare con mister e preparatori di livello che mi hanno fatto innamorare di questo lavoro. Nello specifico, veri professionisti come Maurizio Radice, Gianluca Briotti e Fabrizio Pallocchia, da cui ho imparato tantissimo… Ho sempre visto l’ambito della preparazione atletica un campo fondamentale e determinante nelle stagioni di una squadra; poter far rendere al meglio i giocatori e le giocatrici credo sia un compito di responsabilità, di passione e mi affascina. Sono solo all’inizio e spero che l’esperienza di gioco che ho e le varie realtà con cui mi confronto mi aiutino a lavorare nel miglior modo possibile”.