Lontano dal futsal si sta male, questo è assodato. Figuriamoci se poi sei un giocatore nell’orbita della Nazionale e, oltre alla maglia della tua squadra, devi rinunciare ad indossare anche quella Azzurra…
Ma per Sergio Romano la priorità in questo momento va alla sicurezza, quella di tutti. Perché garantire un ambiente sicuro a chi gioca, a chi lavora, a chi fa le cose che di solito faceva prima della pandemia, vuol dire garantire la sicurezza di intere famiglie.
Come vivi questo periodo lontano dal futsal, dal calcio a 5 di club e da quello della Nazionale?
“Sinceramente male, come tutti… Però, con serenità. Alla fine è una causa di forza non maggiore ma unica. Vedendo quello che succede in Italia e nel mondo uno capisce che è una rinuncia più che dovuta. La priorità è la salute”
Come trascorre la tua giornata con la famiglia e con Daniela?
“Solitamente la mattina è il momento più lungo. Con le belle giornate, non poter uscire è dura… Eravamo abituati a farlo, tra ludoteca, spesa e altro… Ci teniamo occupati con la piccola. Il pomeriggio è più tranquillo, sistemi un po’ i ‘danni’ fatti da lei la mattina, ci alleniamo e lei gioca con noi. Poi, arriva il momento di pensare alla cena e tutto passa tranquillamente”
Nel calcio sembra si stia percorrendo la strada che riporterà tutti in campo, presto o tardi. Non dovesse riprendere il campionato di calcio a 5, con quali stimoli affronterai la stagione che verrà?
“Diciamo che, oggettivamente, sempre per il discorso precedente, bisognerà intanto capire come sarà. Al momento regna l’incertezza. Personalmente, avrò tantissima voglia di ripartire e questo è fuori discussione. Poi, bisognerà capire le eventuali restrizioni e la tipologia di campionato che ci sarà. Sicuramente, in ogni caso, da parte mia ci sarà massima disponibilità. Tutti dovremo tracciare una linea e capire che è successo qualcosa di veramente importante. Bisogna essere coscienti che questa cosa ce la porteremo dietro anche dal punto di vista sportivo”
Veniamo alla sicurezza, un tema ricorrente nella vita di tutti i giorni e per gli sportivi: quanto è importante per un giocatore che gli venga garantito un ambiente sano oltre che professionale?
“E’ importantissimo, per tutti. I numeri del contagio sono importanti; involontariamente, quando succedono queste cose, non penso neanche tanto a me. Ora mi scatta un senso di protezione pensando a quanto tornerò a casa dopo un allenamento o una partita. La mia sicurezza è consequenziale a quella della mia famiglia, credo questa sia la cosa fondamentale”.