“Non ti eri stufata?”, “Io sì, Paolo Vannini e Daniele Borrelli no”. Inizia come sempre con una risata la conversazione con Elena Galluzzi, inossidabile giocatrice toscana che si è da poco aggregata a La 10 Futsal Femminile Livorno. Riaggregata sarebbe il termine più corretto. Anzi, no. La verità è che Galluzzi è semplicemente tornata a casa, tra quei volti – vedi Jessiquinha, Shai, Perelli, Fossi e Nannetti – che sono un po’ la famiglia che il futsal le ha regalato.

Ma com’è passata, in un anno, da ritiro al rientro? “Mi hanno tolta dal museo delle cere – scherza ancora -. Ho iniziato dando una mano sulla parte atletica. Poi ti metti gli scarpini una volta perché manca una, li metti due e alla fine eccomi di nuovo qua. Mi sembra di essere di nuovo ai tempi dell’Isolotto, del Futsal Florentia o del Firenze: mi piace giocare con queste persone, c’è poco da fare. Certo al pallone davo già poco del tu prima, figuriamoci ora – sorride – ma per quel che posso ci sono. Ho scelto il 5 in onore di Cei: in attesa che recuperi, mi fa piacere vedere il suo numero scorrazzare in campo”.

Tribuna col San Giovanni, poi l’esordio stagionale con gol nel derby vinto col Prato. “Sulla prestazione, pronti e via. Il brutto è arrivato il giorno dopo. Non ho passato l’ultimo anno sul divano a guardare Netflix, sono un tipo attivo, faccio spinning, lavoro in palestra, eppure è stata dura. Tornando alla partita – continua Galluzzi – abbiamo incontrato una squadra arroccata, mentre da parte nostra c’è stata troppa frenesia: certe partite si decidono andando sul secondo palo, ma nella ripresa – anche grazie al mister – lo abbiamo capito”.

Cammino netto con cinque vittorie su cinque e ora, a causa dell’indisponibilità del PalaBastia, l’esordio a Camaiore contro la Sabina Lazio Calcetto. “Non conosciamo il campo, ma sappiamo come giocare – taglia corto Galluzzi. – Metterla sul ritmo è sempre una buona strategia: se addormenti la partita, fai il gioco delle avversarie. Al contrario, dobbiamo puntare sull’intensità data da giocatrici che, quando si accendono, praticano calcio a 5 a un altro livello. Il mio contributo? Oltre a tartassarle fisicamente all’inizio di ogni allenamento, prometto che non mi risparmierò: che sia un minuto o ne siano 10, non tirerò mai indietro la gamba”.


Ufficio Stampa La 10 Livorno