La Futsal Femminile Livorno accoglie a braccia aperte Sonia Pacini, dirigente con l’argento vivo addosso e con un lungo trascorso sui campi di calcio e calcio a 5, accanto alla figlia Chiara Romiti, neo portiere giallonero. L’ingresso nello sport delle due, infatti, avviene nello stesso identico momento.

PACINI – “Eravamo in un negozio quando ho visto le foto di una squadra femminile, la Livornina. La figlia del proprietario giocava lì, mi disse di provare a portarci Chiara e il pomeriggio eravamo al campo: fu amore a prima vista, ma ne ero certa. Non era tipo da giocare con le Barbie e, quando ha lasciato il Karate per il calcio, era già cintura nera. Diciamo che quello che non ho potuto fare io, l’ho fatto fare a lei. Nuoto? Fatto. Pattinaggio? Fatto. Anche sci. L’ho portata una volta in montagna a fare una lezione, mentre torno a valle penso “guarda come scende bene quella bimba”. Era Chiara che stava partecipando a una gara. Lei è così, riesce in tutti gli sport. Il calcio è quello che preferisce e mi sono appassionata con lei, ma l’avrei lasciata libera di seguire qualsiasi disciplina le piacesse”. Chiara diventa quindi portiere della Livornina e Sonia vicepresidente, a seguire arriva poi l’incarico con il Pisa Calcio, una squadra che definisce subito famiglia. “Presidente fantastico, bimbe fantastiche. Sono stati anni meravigliosi, in cui anche mia figlia è cresciuta tantissimo: la chiamavano saracinesca, gatto. Ha sempre meritato con impegno tutto quel che ho avuto e per me è stato bello accompagnarla in questo percorso”. Nel frattempo la figlia cresce, apre un’attività sua e gli impegni si fanno più intensi anche per Sonia con la sua “Magica”, impresa di pulizie molto conosciuta nella zona. “Avendo molto lavoro, quando ho parlato con Paolo Vannini ero titubante, ma poi Chiara si è entusiasmata e io con lei. Ho ringraziato La 10 per avermi regalato la gioia immensa di vederle giocare perché è davvero futsal-spettacolo. Anche se dovessero giocare bendate, in campo si troverebbero lo stesso. E poi ci sono Mastalli, Cei, Barbarina, Tavolario e Perelli che ho visto crescere in squadre diverse e che sento tutte figlie mie. Se Chiara non dovesse trovare spazio, pazienza. A loro mi lega un affetto sincero, che va al di là di quelle che saranno le scelte del mister. Con Paolo – continua Pacini – si sta bene e sono tornata anche io in forma smagliante dal punto di vista dirigenziale: allestire una squadra migliore di questa sarebbe stato impossibile. Facendo i dovuti scongiuri, le bimbe ci faranno divertire e si andrà lontano”.

Ufficio Stampa La 10 Livorno