Ieri vi abbiamo raccontato della situazione in casa Città di Falconara. Dove le giocatrici, lasciate libere di scegliere, hanno deciso di restare sulle rive dell’Adriatico in attesa di novità sul fronte campionato. Oggi cambiamo regione e approccio, trasferendoci col pensiero nel Lazio. Qui l’emergenza coronavirus è stata gestita diversamente: il Frosinone ha infatti concordato, in sinergia con le proprie tesserate, di far tornare a casa tutte le giocatrici. Una scelta condivisa da tante altre società (non ne esiste una giusta o sbagliata, sia chiaro, ndr). Ne abbiamo parlato con Giusi Riccelli:

“Sì, anche io sono rientrata a casa, in Calabria – ha detto Riccelli a Lady Futsal -. Restando a Frosinone saremmo state una spesa, oltre che fonte di preoccupazione. Quindi la società ha optato per questa soluzione. Persino le brasiliane sono tornate in patria, e so che così stanno facendo quasi tutte le squadre. Pensiamo sia la scelta più giusta”.

Come stai vivendo questo momento particolare per il mondo, oltre che per il nostro paese?

“Credo che la situazione sia stata sottovalutata un po’ da tutti. Non eravamo pronti a tutto quello che è successo, quindi io in primis mi sono trovata spiazzata. Gli allenamenti, le partite, questo è il nostro pane quotidiano durante la stagione. Trovarci chiusi in casa quindi non è semplice. Non sappiamo se il campionato ripartirà o meno”.

Siete un gruppo molto ristretto, e quindi affiatato. Ora non vedervi per diverso tempo sarà difficile?

“Siamo completamente distrutte. Stavamo vivendo un momento positivo, sia in campo che fuori, avevamo trovato il giusto equilibrio. Finalmente eravamo diventati un vero gruppo. Per questo non abbiamo preso bene questa separazione improvvisa”.

Sensazioni per il futuro della stagione?

“Penso che ormai il campionato verrà sospeso definitivamente. Spero di no, perché io vorrei giocare e tornare a stare con le mie compagne. Ma, vista la situazione, non sono molto positiva. Mi auguro che per l’Italia, e quindi anche per il futsal, tutto torni alla normalità al più presto. Così torneremo a fare quello che amiamo“.