È sfida salvezza, in tutti i sensi. FB5-Frosinone: chi perde compromette la stagione, chi vince può aggrapparsi alla speranza. Un’ancora di salvataggio nel mare del Girone C. Mara Incelli e le ciociare dovranno dare il tutto per tutto. Perché quella che sarebbe stata una lotta salvezza dura, sì, ma sotto controllo, si è complicata pericolosamente a causa della sconfitta a tavolino contro la Brc. Un errore che è costato caro alle gialloblu, ne abbiamo parlato a più riprese con i dirigenti della società. Però mancava la voce dello spogliatoio, del capitano. Come sta la squadra?

“Siamo abbastanza tranquille” – ha detto Mara Incelli a Lady Futsal – “Dopo la vittoria con la Brc eravamo felicissime, perché di fatto quei 3 punti ci avevano permesso di uscire dalla zona play-out”. Ma il ricorso delle avversarie ha cambiato le carte in tavola:Mi sento di dire che sia stata una cosa imbarazzante. Il ricorso si è fondato sulla presenza in panchina del nostro secondo portiere, che non ha giocato e che inoltre è italiano al 100%. Ma, nonostante la sconfitta a tavolino, quella partita ci è servita a capire che, quando ci mettiamo un briciolo di furbizia e cuore in più, allora ce la giochiamo con tutte le squadre”.

CONSAPEVOLEZZA – Ciò che il Frosinone ha mostrato sul campo deve essere la base sulla quale poggiare il prossimo passo. Uno dopo l’altro, come indica Incelli: “Con la Brc abbiamo dominato dall’inizio alla fine. Sì, ci sono stati 2 minuti di blackout, ma poi l’abbiamo chiusa subito. E questo significa che siamo cresciute molto. Nello spogliatoio siamo tranquille. La squadra è giovane e si diverte – e ora si prepara ad affrontare una partita fondamentale – “La FB5 è una nostra diretta concorrente, bisogna vincere. Anche se la loro è una squadra che riserva delle insidie: a volte delude, altre sorprende. Noi dobbiamo essere pronte a tutto. Giocano insieme da tanti anni, dovremo dare il massimo. Vincere sarebbe fondamentale dopo la sconfitta a tavolino che abbiamo subito”.

BANDIERA – Vorrebbe diventarlo, Incelli. Sventolare fiera nella storia del Frosinone Futsal Femminile. Diventare una bandiera, stemma di famiglia, questo è la società per lei: “Mio padre è vice-presidente, mia madre dirigente. Si può dire che questa squadra l’abbiamo fatta nascere noi (ride, ndr). Anche quando ero più piccola ho avuto proposte per andare a giocare in altre squadre, ma non me la sono mai sentita. Al Frosinone mi trovo bene, è casa mia” – ma, da capitano, puntualizza – “Questo non significa che faccio quello che voglio (ride, ndr), anzi, forse ho il doppio delle responsabilità che hanno le altre ragazze. Però la sento mia, è la mia squadra: mi piacerebbe diventarne una bandiera alla Totti, o alla Del Piero“.

LAVORO – Una laurea in Economia, poi il master in Marketing&Management dello Sport. L’amore di Incelli per il futsal va oltre il parquet: “Quello per cui ho studiato, la mia passione, è lo sport. Già lavoro in un ambito di comunicazione e marketing, ma dopo il master sto cercando di aiutare anche la mia squadra”. L’asticella si alza, essere ambiziosi è uno stimolo: “Poi, perché no, un giorno vorrei arrivare in squadre importanti di Serie A maschile. Io sono juventina, quindi magari un giorno lavorerò alla Juventus… (ride, ndr) So che è difficile, ma sognare non costa nulla!”. Avere doppio ruolo anche nel Frosinone, giocatrice-dirigente, che non le dispiacerebbe. Intanto è capitano. Deve indicare la via alle sua compagne, a partire da domenica: contro la FB5 le ciociare si giocano un’ampia fetta di salvezza.