Pochi giorni e sarà di nuovo Coppa Italia per quattro squadre. Tra queste, il Prato, società storica a livello maschile eppure al primo anno con un’avventura femminile. E che risultato, ritrovarsi alle final four in meno di otto mesi dall’inizio di un percorso nuovo. Il gran merito di questo Prato al femminile è del suo capitano, Silvia Vozza, che ha messo insieme un po’ di amiche ed ex compagne. Come Valentina Rosini, tornata in un campo di calcio a 5 dopo ben due anni di inattività. In fondo quel campo, gli scarpini, le pacche sulle spalle… mancavano davvero troppo:

“E’ stato devastante a livello fisico tornare a giocare, oggi lo posso ammettere. Quando passi da allenarti molto, a due anni di nulla, poi tornaci in campo. Si fa fatica…Però sono follemente innamorata di questo sport, probabilmente per questo mi sono lasciata convincere a tornare. Ed è stata la scelta migliore che potessi fare”.

Quindi, questo Prato femminile, esattamente, com’è nato?

“Nel maschile il Prato è una società storica che non ha bisogno di presentazioni. Quest’estate ci siamo ritrovate tra amiche e ci siamo dette Facciamo un’esperienza tutte insieme. E’ iniziata per gioco, divertimento, voglia di stare insieme. E poiguarda dove siamo arrivate. Per fortuna il Prato ci ha accolto a braccia aperte”.

E ora?

“E ora? Direi che ce la giochiamo. Domani abbiamo un recupero di campionato e venerdì partiamo, non ci sarà tantissimo tempo per prepararla. Ma forse anche meglio così. Faremo quello che sappiamo, emozionate al punto giusto e con la carica di chi ci crede. Un pensiero particolare va alla società che ha creduto in noi e che sta investendo anche nel futsal giovanile, al Prato dobbiamo tanto. Vincere la Coppa Toscana è stato bello ma se riuscissimo a regalargli qualcosina in più, sarebbe fantastico”.

Semifinale contro la Sabina, neanche un’idea sull’avversario?

“Sappiamo che sono molto brave tecnicamente e che hanno un gran portiere, non una qualunque. Siamo state brave a vincere con Trilacum e Mediterranea perché molte di noi giocano insieme da tanto tempo e nello spogliatoio c’è sintonia, amicizia. Tutto è iniziato per gioco e quindi non abbiamo pressioni. Certo, l’appetito vien mangiando, quindi…”.

Come la definiresti la tua squadra?

“Vecchia di sicuro (me lo dice ridendo, tranquilli). Ma anche molto simpatica. L’età media è di 30/32 anni, ma noi ci divertiamo a giocare insieme e questo vale più di tutto. Poi, quello che verrà, sarà un di più”.

E’ stato un bel cammino il vostro e grazie per avercelo raccontato con il sorriso. Ma Valentina, come la vive questa coppa?

“Personalmente è da quando abbiamo vinto in trasferta a Trento, dopo una gara durissima ma altrettanto bella, che immagino questa final four e sogno la finale con questa squadra.
Credo faccia bene sognare e immaginarsi questo momento. Fa bene come immaginarsi la partita e le giocate in campo, un po’ come un film di cui sarai protagonista ma che deve ancora essere girato. Credo che tutto questo crei positività, oltre a caricare corpo e mente. L’immaginazione ti aiuta a mettere in circolo l’adrenalina. Fino a sabato sognerò e riavvolgerò, in loop”.

E noi, con voi.